Molte allerte, nessuna allerta?
Language
Italian
Obiettivo Specifico
1SR. TERREMOTI - Servizi e ricerca per la Società
2TM. Divulgazione Scientifica
3TM. Comunicazione
4TM. Web e Social
5TM. Informazione ed editoria
Status
Published
JCR Journal
N/A or not JCR
Journal
Issue/vol(year)
4/ (2018)
Publisher
Rivista di Arpae Agenzia regionale prevenzione, ambiente ed energia dell’Emilia-Romagna
Pages (printed)
16-17
Date Issued
November 18, 2018
Subjects
Allerta, early warning, communication cry wolf
Abstract
L’efficacia dei sistemi d’allerta rapida (Early Warning System, Ews) non dipende soltanto dalle tecnologie ma anche dal coinvolgimento delle popolazioni esposte, dal loro livello di conoscenza del rischio e del funzionamento del sistema e dalle loro capacità di risposta al messaggio d’allerta. Negli ultimi decenni sono
stati compiuti enormi miglioramenti per integrare i metodi di previsione e le tecnologie per il monitoraggio e per la rilevazione rapida degli eventi insieme ai fattori organizzativi, tecnologici e sociali, miglioramenti che hanno riguardato in particolare i processi di comunicazione, consentendo il coordinamento e la gestione dell’intero processo di allertamento (Sorensen, 2000).
Il processo di allertamento non avviene nel vuoto sociale: l’efficacia dei messaggi d’allerta dipende anzitutto dalla qualità delle azioni di comunicazione realizzate in precedenza per informare i cittadini sull’entità del rischio, sui fenomeni che precedono l’evento, sul significato dei messaggi d’allerta e sulle azioni che concretamente ne devono conseguire. Decenni di ricerca hanno dimostrato in modo definitivo che i messaggi d’allerta sono maggiormente accettati se provengono da una fonte riconosciuta come legittima, se sono coerenti tra loro e se indicano con chiarezza quanto la minaccia sia imminente (Quarantelli,
Boin e Lagadec, 2018).
L’Unisdr, l’agenzia delle Nazioni Unite deputata alla mitigazione dell’impatto dei disastri, segnalando la necessità e l’importanza di coinvolgere i cittadini nel design dei sistemi d’allerta rapida, suggerisce che l’efficacia di questi ultimi dipenda dall’integrazione di quattro elementi chiave:
- la conoscenza del rischio
- i servizi di monitoraggio e allerta
- le attività di disseminazione e comunicazione
- la capacità di risposta da parte delle popolazioni esposte (Unisdr, 2006).
stati compiuti enormi miglioramenti per integrare i metodi di previsione e le tecnologie per il monitoraggio e per la rilevazione rapida degli eventi insieme ai fattori organizzativi, tecnologici e sociali, miglioramenti che hanno riguardato in particolare i processi di comunicazione, consentendo il coordinamento e la gestione dell’intero processo di allertamento (Sorensen, 2000).
Il processo di allertamento non avviene nel vuoto sociale: l’efficacia dei messaggi d’allerta dipende anzitutto dalla qualità delle azioni di comunicazione realizzate in precedenza per informare i cittadini sull’entità del rischio, sui fenomeni che precedono l’evento, sul significato dei messaggi d’allerta e sulle azioni che concretamente ne devono conseguire. Decenni di ricerca hanno dimostrato in modo definitivo che i messaggi d’allerta sono maggiormente accettati se provengono da una fonte riconosciuta come legittima, se sono coerenti tra loro e se indicano con chiarezza quanto la minaccia sia imminente (Quarantelli,
Boin e Lagadec, 2018).
L’Unisdr, l’agenzia delle Nazioni Unite deputata alla mitigazione dell’impatto dei disastri, segnalando la necessità e l’importanza di coinvolgere i cittadini nel design dei sistemi d’allerta rapida, suggerisce che l’efficacia di questi ultimi dipenda dall’integrazione di quattro elementi chiave:
- la conoscenza del rischio
- i servizi di monitoraggio e allerta
- le attività di disseminazione e comunicazione
- la capacità di risposta da parte delle popolazioni esposte (Unisdr, 2006).
References
Altamura M., Ferraris L., Miozzo D., Musso L., Siccardi F., 2011, “The legal status of
uncertainty”, Natural Hazards and Earth System Sciences, 11(3), 797-806.
Breznitz S., 2013, Cry wolf: The psychology of false alarms, Psychology Press.
Lundgren R., McMakin A., 2004, Risk Communication: A Handbook for
Communicating Environmental, Safety, and Health Risks, Columbus, OH, Battelle
Press.
Quarantelli E.L., Boin A., Lagadec P., 2018, “Studying Future Disasters and Crises:
A Heuristic Approach”, in Handbook of Disaster Research (pp. 61-83), Springer,
Cham.
Sorensen, J.H., 2000, “Hazard warning systems: Review of 20 years of progress”,
Natural Hazards Review, 1(2), 119-125.
Unisdr, 2006, “Developing early warning systems: a checklist”, in Third
International Conference on EarlymWarning (EWC III), United Nations/
International Strategy for Disaster Reduction (Unisdr).
Witze A., 2014, “Tsunami alerts fail to bridge the last mile”, Nature, 516, 151-152.
uncertainty”, Natural Hazards and Earth System Sciences, 11(3), 797-806.
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Communicating Environmental, Safety, and Health Risks, Columbus, OH, Battelle
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A Heuristic Approach”, in Handbook of Disaster Research (pp. 61-83), Springer,
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International Conference on EarlymWarning (EWC III), United Nations/
International Strategy for Disaster Reduction (Unisdr).
Witze A., 2014, “Tsunami alerts fail to bridge the last mile”, Nature, 516, 151-152.
Type
article
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Name
Cerase, A. (2018) Molte allerte nessuna allerta.pdf
Size
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Format
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Checksum (MD5)
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