Il quadro sismotettonico del grande terremoto del 1905
Editor(s)
Language
Italian
Status
Published
Pages Number
181-206
Refereed
Yes
Date Issued
2006
Subjects
Abstract
La storia della Calabria è una storia lunga – molto più lunga di quanto qualunque essere umano possa
immaginare, aggiungeremmo noi geologi – di grandi e piccoli terremoti. Catastrofi improvvise e catastrofi
parzialmente annunciate, terremoti improvvisi e isolati e sequenze interminabili che sembravano non voler
lasciare in piedi nulla di questa regione.
Lo spaventoso livello di sismicità della Calabria, di cui qualunque calabrese è testimone almeno
indiretto, è oggi quantomeno ben accertato da ricerche sempre più specialistiche e dettagliate. Due degli
elementi fondamentali per descrivere la sismicità calabrese consistono nello studio dei terremoti del passato e
nello studio della geologia e tettonica di questa regione, riconosciuta da sempre come uno dei luoghi
maggiormente attivi di tutto il Mediterraneo. Questi elementi confluiscono in modelli di pericolosità sismica
(Gruppo di Lavoro MPS, 2004; fig. 1), che puntualmente fotografano una propensione di questa terra a dare
terremoti più forti e più frequenti di quanto non avvenga in qualunque altra zona della penisola.
Questa relazione tenta di tratteggiare sinteticamente questa forte propensione alla sismicità,
muovendosi tra le caratteristiche geologiche della Calabria e la sua poco invidiabile storia sismica. La
relazione si avvale di risultati di ricerche recenti e recentissime, condotte sia presso l’Istituto Nazionale di
Geofisica e Vulcanologia (INGV), sia dalla comunità sismologica nazionale che fa riferimento alle
università. La relazione privilegia ampiamente il materiale iconografico basato su tali ricerche. Per ulteriori
approfondimenti si raccomandano i lettori di consultare il sito Internet dell’INGV (www.ingv.it), che nelle
sue pagine interne offre numerosissime informazioni di facile accessibilità e comprensione.
immaginare, aggiungeremmo noi geologi – di grandi e piccoli terremoti. Catastrofi improvvise e catastrofi
parzialmente annunciate, terremoti improvvisi e isolati e sequenze interminabili che sembravano non voler
lasciare in piedi nulla di questa regione.
Lo spaventoso livello di sismicità della Calabria, di cui qualunque calabrese è testimone almeno
indiretto, è oggi quantomeno ben accertato da ricerche sempre più specialistiche e dettagliate. Due degli
elementi fondamentali per descrivere la sismicità calabrese consistono nello studio dei terremoti del passato e
nello studio della geologia e tettonica di questa regione, riconosciuta da sempre come uno dei luoghi
maggiormente attivi di tutto il Mediterraneo. Questi elementi confluiscono in modelli di pericolosità sismica
(Gruppo di Lavoro MPS, 2004; fig. 1), che puntualmente fotografano una propensione di questa terra a dare
terremoti più forti e più frequenti di quanto non avvenga in qualunque altra zona della penisola.
Questa relazione tenta di tratteggiare sinteticamente questa forte propensione alla sismicità,
muovendosi tra le caratteristiche geologiche della Calabria e la sua poco invidiabile storia sismica. La
relazione si avvale di risultati di ricerche recenti e recentissime, condotte sia presso l’Istituto Nazionale di
Geofisica e Vulcanologia (INGV), sia dalla comunità sismologica nazionale che fa riferimento alle
università. La relazione privilegia ampiamente il materiale iconografico basato su tali ricerche. Per ulteriori
approfondimenti si raccomandano i lettori di consultare il sito Internet dell’INGV (www.ingv.it), che nelle
sue pagine interne offre numerosissime informazioni di facile accessibilità e comprensione.
Type
book chapter
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Size
2.37 MB
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