Please use this identifier to cite or link to this item: http://hdl.handle.net/2122/9411
AuthorsD'Amico, Salvatore* 
Ferrari, Ferruccio* 
Maiolino, Vincenza* 
Messina, Alfio* 
Ursino, Andrea* 
TitleStudio preliminare di due sequenze di microterremoti accadute nel 2011 e nel 2012 nell'area dei Monti Iblei Orientali (Sicilia sudorientale - Italia)
Issue DateDec-2014
URIhttp://hdl.handle.net/2122/9411
KeywordsMicroearthquakes, Eastern Sicily
Subject Classification04. Solid Earth::04.06. Seismology::04.06.03. Earthquake source and dynamics 
AbstractNell’ottobre 2011 e nel giugno 2012 due sequenze sismiche hanno interessato l’area a sud di Canicattini Bagni, sulle propaggini orientali dei Monti Iblei, in Sicilia sudorientale. Le due sequenze, costituite ognuna da più di un centinaio di scosse, sebbene di modesta energia, sono state avvertite con ansia dalla popolazione provocando anche lievi danni nelle località prossime all’area epicentrale. Al fine di monitorare con maggior dettaglio l’evoluzione della sequenza in corso, la rete sismica permanente gestita dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia - Osservatorio Etneo - Sezione di Catania (INGV-OE) è stata implementata, subito dopo l’inizio della sequenza di ottobre 2011, da due stazioni mobili digitali in registrazione locale. Successivamente, dopo la ripresa dell’attività sismica nel mese di giugno 2012, le due stazioni mobili digitali sono state reinstallate negli stessi siti utilizzati precedentemente per ulteriori circa quaranta giorni. Le due stazioni mobili, durante il loro periodo di funzionamento, hanno permesso di rilevare un elevato numero di microterremoti. In questo lavoro vengono presentati i risultati preliminari relativi alle due sequenze sismiche allo scopo di definire con estremo dettaglio la struttura sismogenetica attivatasi. È attualmente in corso l’integrazione del dataset acquisito dall’INGV-OE nell’ambito delle attività di monitoraggio, con i dati acquisiti dalle due stazioni mobili installate. La peculiarità delle due sequenze consiste nel fatto che esse: i) rappresentano il maggior rilascio energetico, avvenuto nel corso degli ultimi dieci anni, nell’area iblea; ii) testimoniano la presenza di una sorgente sismogenetica superficiale ben distinta dal pattern sismico tipico dell’Altopiano Ibleo.
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