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Please use this identifier to cite or link to this item: http://hdl.handle.net/2122/6367

Authors: Olivieri, M.*
Bucci, A.*
Casale, P.*
Delladdio, A.*
Lauciani, V.*
Mandiello, A.*
Mazza, S.*
Perfetti, M.*
Pintore, S.*
Quintiliani, M.*
Scognamiglio, L.*
Tozzi, M.*
Title: MEDNET NETWORK: 2008 STATUS REPORT
Title of journal: Rapporti Tecnici INGV
Series/Report no.: 96/(2009)
Publisher: Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia
Issue Date: 2009
URL: http://portale.ingv.it/produzione-scientifica/rapporti-tecnici-ingv/numeri-pubblicati-2009
Keywords: mednet
Abstract: La rete sismica MedNet (Mediterranean Network) nasce alla fine degli anni ’80 con due obiettivi principali: migliorare la conoscenza della struttura tettonica del Mediterraneo attraverso lo studio della sorgente di terremoti forti e moderati e applicare queste conoscenze per la mitigazione del rischio sismico nella regione mediterranea. A questi obiettivi se ne aggiunge uno di carattere più generale ma non per questo meno importante, la diffusione della cultura sismologica a larga banda nella regione. Il progetto MedNet si proponeva inizialmente di installare 12-15 stazioni a larga banda con una spaziatura di circa 1000 km. Nel 1988 il progetto è stato incorporato all’interno del World Laboratory di Losanna (Svizzera), un’organizzazione che aveva come scopo quello di promuovere la scienza nei paesi in via di sviluppo. Il supporto del World-Lab portò ad una rapida crescita della rete MedNet con la realizzazione di accordi scientifici con i paesi nord-africani e l’apertura di stazioni in Marocco, Algeria, Tunisia ed Egitto. Negli ultimi 15 anni il cambiamento delle condizioni politiche, e l’impressionante sviluppo tecnologico ha portato ad un ampliamento delle prospettive del progetto MedNet, che, pur mantenendo invariati i due obbiettivi iniziali, ha espanso l’area di interesse alla regione balcanica, un’area interessata da una forte sismicità e con una tradizione sismologica importante ma povera di stazioni sismiche a larga-banda. Fin dall’inizio particolare enfasi è stata posta sulla scelta dei siti, ricercando miniere, gallerie abbandonate o siti in luoghi molto remoti per esaltare le qualità del sismometro scelto, lo Streckeisen STS-1, il miglior sismometro a larghissima banda mai prodotto. Fino all’avvento dei sistemi di trasmissione in tempo reale per i dati sismici, i dati erano esclusivamente registrati in sito su nastri magnetici e spediti via posta. Questo ha avuto il non trascurabile effetto collaterale di rendere difficile la manutenzione della stazione, sia per la difficoltà (logistica ed economica) di raggiungimento del sito, sia perché spesso passavano mesi tra il guasto, il ricevimento del nastro magnetico e l’identificazione del guasto stesso. Una connessione telefonica con la maggior parte dei siti garantiva la possibilità di scaricare dati “on demand” in caso di terremoto e la procedura automatica Muscles fornì nel 1997 una stima rapida della magnitudo del terremoto di Colfiorito dopo pochi minuti. Oggi la trasmissione dati è assicurata da un robusto sistema in “real time” basato sul protocollo SeedLink, uno standard de-facto per la trasmissione dati sviluppato nell’ambito del progetto europeo Meredian. Tale protocollo garantisce la fruibilità dei dati in tempo reale, la continuità del dato archiviato e il monitoraggio in tempo reale delle stazioni. Il Progetto MedNet fin dagli albori si è integrato nella Federazione di reti digitali a larga banda (FDSN), è partner di IRIS ed Orfeus e, distribuendo i dati alla comunità internazionale in modo rapido e automatico, ha contribuito e contribuisce allo studio della sismologia sia a scala globale che regionale e locale. Particolare enfasi si è cercato di dare fin dall’inizio e con continuità alla fruibilità dei dati da parte dei partner stranieri ospitanti la stazione al fine di contribuire con la stazione MedNet alla loro rete sismica locale e fornire così uno strumento in più per il monitoraggio e lo studio della sismicità del loro paese. Oggi la rete MedNet conta 28 stazioni installate, di cui 25 funzionanti, in 14 paesi. Le stazioni contribuiscono al monitoraggio in tempo reale dell’Italia e di tutti i paesi ospitanti
Appears in Collections:04.06.10. Instruments and techniques
Papers Published / Papers in press

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