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Title: Study of recent seismicity in the area of Southern Apennines
Authors: Maggi, C.*
Chiappini, M.*
Cimini, G.B.*
Console, R.
Frepoli, A.*
Keywords: Lucanian Apennines
Southern Italy
seismicity
1D velocity model
focal mechanism
stress field
Issue Date: 26-Jun-2007
Abstract: In questo lavoro è stata effettuata una dettagliata analisi della sismicità dell’Italia meridionale in particolare della zona comprendente l’Appennino lucano e l’avanfossa bradanica. Sono stati utilizzati i tempi d’arrivo delle fasi P e S di terremoti locali registrati dalla Rete Sismica Nazionale (RSNC), dalla rete temporanea SAPTEX (2001-2004) (Cimini et al., 2006), e dalla rete locale dell’Eni-Agip operante nella Val d’Agri, registrate nel periodo 2001-2006. In questo modo è stato creato un database costituito da 7570 fasi P e 4956 fasi S, associate a 514 eventi con magnitudo maggiore di 2.0. Lo studio realizzato consiste nel: 1) Calcolo del rapporto VP/VS utilizzando il metodo di Wadati modificato (Chatelain, 1978), ottenendo un valore di 1.83 (Fig.1) leggermente superiore a quello ottenuto da studi precedenti; 2) Analisi del profilo di velocità 1D che meglio approssima la struttura crostale dell’area studiata (Fig.2) utilizzando il codice VELEST (Kissling et al., 1995) e tre modelli iniziali ottenuti da studi precedenti (Chiarabba and Frepoli, 1997; Cassinis et al., 2003; Chiarabba at al., 2005; Frepoli et al., 2005). 3) Localizzazione ipocentrale, calcolo dei meccanismi focali e campo di stress. Le localizzazioni ipocentrali calcolate sono prevalentemente di qualità A(243) e B(59), così come definite dal programma HYPOELLIPSE (Lahr, 1989). Rispetto a quelle ottenute utilizzando i dati della sola rete RSNC, esse risultano avere profondità ipocentrali piú vincolate ed errori di localizzazione inferiori. Considerando la distribuzione della sismicità in Fig.3 si possono distinguere tre zone principali: una situata nella parte ovest della catena appenninica, caratterizzata soprattutto da eventi piú superficiali; una situata in corrispondenza dell’avanfossa bradanica caratterizzata da una sismicità sparsa e da eventi piú profondi; ed infine un gruppo di eventi sparsi localizzati nell’area della Sila, separati da quelli esistenti nella zona del monte Pollino da un evidente gap sismico. Seguendo la procedura di calcolo dei meccanismi focali, col metodo delle polarità dei primi arrivi, ne sono stati selezionati 69 in base ai due fattori di qualità definiti dal codice FPFIT (Reasenberg and Oppenheimer, 1985). Le soluzioni ottenute sono in gran parte normali e trascorrenti con gli assi T che descrivono una generalizzata estensione dell’Appennino lucano in direzione NE-SW. Per la determinazione del campo di stress regionale è stata utilizzata la tecnica di inversione elaborata da Gephart & Forsyth (1984). I risultati ottenuti sono coerenti con i precedenti studi nella stessa area.
URI: http://hdl.handle.net/2122/3091
Appears in Collections:Conference materials
05.09.99. General or miscellaneous

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  • Cassinis, R., S. Scarascia and A. Lozej (2003): The deep crustal structure of Italy and surrounding areas from seismic refraction data. A new synthesis, Boll. Soc. Geol. It.,122, 365-376.
  • Chatelain, J. L. (1978), Etude fine de la sismicité en zone de collision continentale à l’aide d’un réseau de statios portables: la region Hindu-Kush-Pamir , Thèse de 3 éme cycle, Univ. Paul Sabatier, Toulouse.
  • Chiarabba, C. and A. Frepoli (1997): Minimum 1D velocity models in Central and Southern Italy: a contribution to better constrain hypocentral determinations, Ann. Geofis., XL (4), 937-954.
  • Chiarabba, C.,L. Jovane and R. Di Stefano (2005): A new view of Italian seismicity using 20 years of instrumental recordings, Tectonophysics, 395, 251-268.
  • Cimini , G. B., P. De Gori and A. Frepoli (2006): Passive seismology in Southern Italy: the SAPTEX array, Ann. Geofis., 49 (2/3), 825-840.
  • Frepoli, A., F. R. Cinti, L. Amicucci, G. B. Cimini, P. De Gori and S. Pierdominici (2005): Pattern of seismicity in the Lucanian Apennines and foredeep (Southern Italy) from recording by SAPTEX temporary array, Ann. Geofis., 48 (6), 1035-1054.
  • Gephart, J. and W. Forsyth (1984): An improved method for determining the regional stress tensor using earthquake focal mechanism data: application to the San Fernando earthquake sequence, J. Geophys. Res., 89, 9305-9320.
  • Kissling, E., W. L. Ellsworth, D. Eberhart-Phillips and U. Kradolfer (1994): Initial reference models in local earthquake tomography, J. Geophys. Res., 99, 19635-19646.
  • Lahr, J. C. (1989): HYPOELLIPSE/Version 2.0: a computer program for determining local earthquake hypocentral parameters, magnitude, and first motion pattern, U. S. Geol. Surv. Open File Rep., 95, 89-116.
  • Reasenberg, P. and Oppenheimer (1985): FPFIT, FPPLOT and FPPAGE: FORTRAN computer programs for calculating and displaying earthquake fault-plane solutions, U.S. Geol. Surv. Open-File Rep. 85-739.

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