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  5. Comunicare ed educare al rischio, le strade possibili
 
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Comunicare ed educare al rischio, le strade possibili

Author(s)
Ercolani, Emanuela  
Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), Sezione Bologna, Bologna, Italia  
Camassi, Romano Daniele  
Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), Sezione Bologna, Bologna, Italia  
Brasini, Flaminia  
Con Un Gioco, Cooperativa sociale, Roma  
Modonesi, Delia  
Con Un Gioco, Cooperativa sociale, Roma  
Castelli, Viviana  
Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), Sezione Bologna, Bologna, Italia  
Pessina, Vera  
Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), Sezione Milano, Milano, Italia  
Other Titles
Communication and risk education, the possible ways
Language
Italian
Obiettivo Specifico
5SR TERREMOTI - Convenzioni derivanti dall'Accordo Quadro decennale INGV-DPC
Status
Published
JCR Journal
JCR Journal
Peer review journal
Yes
Journal
Quaderni di Geofisica  
Issue/vol(year)
182 / (2022)
ISSN
1590-2595
Publisher
INGV
Pages (printed)
1-40
Date Issued
August 2022
DOI
10.13127/qdg/182
Alternative Location
http://istituto.ingv.it/it/le-collane-editoriali-ingv/quaderni-di-geofisica.html
https://editoria.ingv.it/quaderni/2022/quaderno 182/
URI
https://www.earth-prints.org/handle/2122/15829
Subjects
04.06. Seismology  
Risk education
Subjects

EDURISK Educazione al...

Rischio sismico

Edurisk: risk educati...

Seismic risk

Abstract
We present here the results of a five-years-long earthquake educational project aiming to commemorate the hundredth anniversaries of five large Northern Apennines earthquakes occurred between 1916 and 1920 in the areas of: Rimini (1916, Mw 6.1), Valtiberina (1917, Mw 5.9), Romagna Apennines (1918, Mw 5.9), Mugello (1919, Mw 6.3) and Garfagnana (1920, Mw 6.5) earthquakes. We saw these anniversaries as the occasion for leading the Northern Apennines people to rediscover their past, in a positive way, and to improve their awareness of the earthquake as a natural feature of the regions in which they live.
The activities that we planned for schools students encouraged them to go hunting for traces of the earthquakes of one hundred years ago in their home towns and to rediscover the memories and traditions of their communities. Together with their teachers, we also led the teenagers to find creative ways to involve the grownups in the process of discovery and knowledge.
The Project had to cope with two emergencies: the great Central Italy earthquake of 2016-2017 and the Covid-19 epidemic. However, these stumbling blocks did not deter teachers and students from taking part in the process actively and even enthusiastically. Their families and communities were actively involved too.
This experience taught us some valuable lessons. First of all, we learned to adapt the project, as we had conceived it at the start, to a wide gamma of social and cultural contexts. Not all the involved communities were equally aware of the level of seismic risk they are exposed to. On the affluent Adriatic coast, where tourism is the main source of income, past earthquakes are something best forgotten, by citizens and administrators alike. On the contrary, in the poorer inland mountain areas (Forlivese Apennines, Mugello, Garfagnana and Lunigiana) a more down-to-earth attitude prevails: earthquakes are looked upon as something that can and does happen and people are quick to grasp how important it is to contribute to initiatives whose aim is reducing seismic risk. Thus, we had to adapt our approach to the different contexts, modifying each time the activities we proposed to the schools with the aim of obtain the best possible results from each situation.

Presentiamo i risultati di un progetto di educazione al rischio sismico attivato in occasione dei centenari di cinque terremoti storici che hanno colpito l’Appennino settentrionale tra gli anni 1916 e 1920 e precisamente i terremoti di Rimini 1916 (Mw 6.1), Valtiberina 1917 (Mw 5.9), Appennino romagnolo 1918 (Mw 5.9), Mugello 1919 (Mw 6.3) e Garfagnana 1920 (Mw 6.5). Abbiamo pensato di utilizzare questi anniversari come punto di partenza per accompagnare i cittadini a riappropriarsi del loro passato in modo positivo, facendo crescere la loro consapevolezza del terremoto come un carattere del loro ambiente naturale.
A tal fine, nelle attività realizzate con le scuole, abbiamo incoraggiato gli studenti a cercare le tracce dei terremoti di un secolo fa nell’ambiente urbanizzato e a indagare le memorie e le tradizioni ancora presenti nelle comunità. Insieme ai loro insegnanti abbiamo spinto i ragazzi a trovare modi creativi per coinvolgere gli adulti in questo processo di scoperta e conoscenza.
Il progetto è stato messo alla prova dal forte terremoto dell’Italia centrale (2016­2017) e dall’epidemia di Covid­19, ma nonostante queste difficoltà insegnanti e studenti hanno partecipato con grande interesse a questo percorso e hanno coinvolto nelle attività del progetto le famiglie e le comunità locali.
Anche noi abbiamo imparato nuove lezioni. Un aspetto importante che abbiamo appreso è il bisogno di adattare il progetto a contesti sociali e culturali che si sono rivelati molto diversi. Le comunità coinvolte non condividono lo stesso livello di consapevolezza del rischio: sulla costa adriatica, a vocazione turistica, i terremoti sono qualcosa che è meglio dimenticare, sia da parte dei cittadini che dalle amministrazioni. Al contrario, nell’Appennino forlivese, nel Mugello, in Garfagnana e Lunigiana, i terremoti sono una presenza costante e le persone si sono sentite subito coinvolte in un processo attivo di riduzione del rischio e di attenzione quotidiana. Questo ci ha spinto ad adattare ogni volta l’approccio ai diversi contesti, modificando le proposte di attività che abbiamo realizzato nelle scuole.
Sponsors
Lavoro realizzato nell’ambito della Convenzione fra INGV e Dipartimento della Protezione Civile, Allegato A, tematica “M”.
References
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