Please use this identifier to cite or link to this item: http://hdl.handle.net/2122/9611
AuthorsGuardato, Sergio* 
Iannaccone, Giovanni* 
TitleSpecifiche tecniche del progetto di potenziamento a mare del sistema di sorveglianza dell’area vulcanica dei Campi Flegrei
Issue Date24-Apr-2015
Series/Report no.Rapporti Tecnici, INGV
303
URIhttp://hdl.handle.net/2122/9611
Keywordselastic buoy
Subject Classification05. General::05.04. Instrumentation and techniques of general interest::05.04.99. General or miscellaneous 
AbstractL’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia per lo svolgimento delle attività istituzionali condotte dalla Sezione di Napoli - Osservatorio Vesuviano, ha necessità di estendere in mare il sistema di sorveglian- za dell’area vulcanica dei Campi Flegrei, sita in provincia di Napoli. Il sistema esistente, infatti, è costituito da varie reti di rilevamento di parametri geofisici e geochimici, tutte centralizzate presso la sede dell’Osservatorio, con punti stazione ubicati sulla terraferma. Solo una stazione sperimentale, denominata CUMAS (Cabled Underwater Multidisciplinary Acquisition System), è operativa nel Golfo di Pozzuoli a cir- ca 2.4 km a sud del Rione Terra. (Per una descrizione dei sistemi di monitoraggio gestiti dall’Osservatorio Vesuviano si rimanda al sito www.ov.ingv.it). Il progetto di potenziamento “EMSO-MedIT: Potenziamento delle infrastrutture multidisciplinari di ricerca marina in Sicilia, Campania e Puglia quale contributo alla ESFRI EMSO”, finanziato dal MIUR, ha fornito le risorse per realizzare un sistema di monitoraggio permanente anche nella parte sommersa dei Cam- pi Flegrei. Il presente rapporto tecnico descrive questo sistema di monitoraggio marino costiero per dati geofisici da fondo mare, da installare nel Golfo di Pozzuoli, che prevede l’acquisizione in continuo e la relativa tra- smissione dei dati in tempo reale verso la sala di sorveglianza sismica-vulcanica dell’Osservatorio. Esso sarà costituito da tre sistemi di acquisizione dati indipendenti ognuno composto da una boa (tipo meda elastica e/o a palo) connessa via cavo elettromeccanico (per l’energizzazione e la comunicazione) ad un modulo mul- ti-parametrico posizionato sul fondo del mare, ad una distanza massima di venti metri dal corpo morto (costi- tuente la zavorra a cui è ancorata la boa), ed equipaggiati con strumentazione elettronica di controllo e di ri- levamento di parametri geofisici.
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