Il bacino di Leonessa: ricostruzione dell’evoluzione geologica quaternaria attraverso un approccio multimetodologico
Type
Poster session
Language
Italian
Obiettivo Specifico
3.2. Tettonica attiva
Status
Published
Journal
Date Issued
February 18, 2009
Conference Location
Roma
Abstract
Il bacino di Leonessa è una delle maggiori depressioni tettoniche intermontane dell’Appennino Centrale. A differenza delle altre depressioni, disposte in direzione appenninica con la faglia bordiera principale sul lato orientale, il bacino è orientato in senso WNW-ESE ed ha la faglia bordiera principale sul suo margine sud-occidentale.
Questo studio ha permesso di ricostruire l’evoluzione quaternaria del bacino attraverso un approccio multimetodologico basato sull’integrazione dei dati provenienti dal rilevamento geologico e geomorfologico a scala di dettaglio (1:10.000), supportato dall’interpretazione di fotografie aeree, da analisi paleontologico-stratigrafiche, paleomagnetiche, palinologiche e mineralogico-petrografiche.
I sedimenti affioranti all’interno della depressione sono stati distinti in sintemi. Quello stratigraficamente più basso è il Sintema di Villa Pulcini – Colle Montano, costituito da un alternanza di argille, argille torbose, marne e sabbie argillose di ambiente deposizionale da lacustre a piana alluvionale a canali intrecciati (braided plain), attribuibile alla parte alta del Pleistocene inferiore. Stratigraficamente superiore al Sintema di Villa Pulcini – Colle Montano, il Sintema di Leonessa è costituito da depositi di conoide alluvionale nel settore occidentale del bacino e da depositi lacustri nel settore orientale, ambedue contenenti, nella parte alta, intercalazioni di vulcaniti risedimentate. Il ritrovamento di un molare di Mammuthus (mammuthus) cfr.M. (M.) trogontherii (Pohlig) all’interno di depositi alluvionali e i risultati delle analisi paleomagnetiche e palinlogiche consentono di riferire al Pleistocene medio il sintema.I due sintemi precedenti sono coperti a tratti da sabbie e sabbie argillose rossastre (Sintema di Terzone), con spessore che raramente supera i 5 metri, ricche di elementi vulcanici rimaneggiati. I sintemi stratigraficamente più alti del bacino sono costituiti da tre ordini di terrazzi fluviali e da due ordini di conoide alluvionale denominati Sintema di Cerreto - Monte Tilia1, Sintema di Fosso della Ripa e Sintema di Villa Falcucci – Monte Tilia2. Questi sono probabilmente da riferirsi al Pleistocene superiore – Olocene.
La definizione degli eventi erosivo-deposizionali che hanno contraddistinto l’evoluzione del paesaggio nel bacino di Leonessa costituisce un passo ulteriore verso un più preciso inquadramento temporale dell’attività tettonica distensiva, del sollevamento regionale e dei cambiamenti climatici che hanno portato all’attuale assetto geomorfologico dell’Appennino Centrale.
Questo studio ha permesso di ricostruire l’evoluzione quaternaria del bacino attraverso un approccio multimetodologico basato sull’integrazione dei dati provenienti dal rilevamento geologico e geomorfologico a scala di dettaglio (1:10.000), supportato dall’interpretazione di fotografie aeree, da analisi paleontologico-stratigrafiche, paleomagnetiche, palinologiche e mineralogico-petrografiche.
I sedimenti affioranti all’interno della depressione sono stati distinti in sintemi. Quello stratigraficamente più basso è il Sintema di Villa Pulcini – Colle Montano, costituito da un alternanza di argille, argille torbose, marne e sabbie argillose di ambiente deposizionale da lacustre a piana alluvionale a canali intrecciati (braided plain), attribuibile alla parte alta del Pleistocene inferiore. Stratigraficamente superiore al Sintema di Villa Pulcini – Colle Montano, il Sintema di Leonessa è costituito da depositi di conoide alluvionale nel settore occidentale del bacino e da depositi lacustri nel settore orientale, ambedue contenenti, nella parte alta, intercalazioni di vulcaniti risedimentate. Il ritrovamento di un molare di Mammuthus (mammuthus) cfr.M. (M.) trogontherii (Pohlig) all’interno di depositi alluvionali e i risultati delle analisi paleomagnetiche e palinlogiche consentono di riferire al Pleistocene medio il sintema.I due sintemi precedenti sono coperti a tratti da sabbie e sabbie argillose rossastre (Sintema di Terzone), con spessore che raramente supera i 5 metri, ricche di elementi vulcanici rimaneggiati. I sintemi stratigraficamente più alti del bacino sono costituiti da tre ordini di terrazzi fluviali e da due ordini di conoide alluvionale denominati Sintema di Cerreto - Monte Tilia1, Sintema di Fosso della Ripa e Sintema di Villa Falcucci – Monte Tilia2. Questi sono probabilmente da riferirsi al Pleistocene superiore – Olocene.
La definizione degli eventi erosivo-deposizionali che hanno contraddistinto l’evoluzione del paesaggio nel bacino di Leonessa costituisce un passo ulteriore verso un più preciso inquadramento temporale dell’attività tettonica distensiva, del sollevamento regionale e dei cambiamenti climatici che hanno portato all’attuale assetto geomorfologico dell’Appennino Centrale.
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Name
abstract Falcucci et al.,.doc
Description
Abstract
Size
29 KB
Format
Microsoft Word
Checksum (MD5)
f7658f50a5693145a23559dfb0559e15
