Please use this identifier to cite or link to this item: http://hdl.handle.net/2122/8604
AuthorsAlbini, P.* 
Calvi, G. M.* 
Stucchi, M.* 
TitleI terremoti di Ferrara del 1570-1574 e la fioritura di studi sulla storia sismica
Other TitlesThe Ferrara earthquakes of 1570-1574 and the flowering of essays on earthquake history
Issue DateDec-2012
Series/Report no.3/(2012)
URIhttp://hdl.handle.net/2122/8604
Keywordsterremoto Ferrara 1570
earthquake history
Breventano Stefano
Subject Classification04. Solid Earth::04.06. Seismology::04.06.05. Historical seismology 
AbstractCapita spesso, dopo un terremoto distruttivo, che qualcuno decida che è ora di fare il punto sulle conoscenze sui terremoti nella sua regione o in un‘area più vasta: e, fare il punto, significa spesso riassumere le conoscenze sui terremoti del passato, ovvero sulla storia sismica. Fra gli innumerevoli esempi italiani di pubblicazioni ispirate da un terremoto, si possono citare l’umanista Filippo Beroaldo (1505), che scrisse il suo “De terraemotu” dopo la sequenza del bolognese di fine 1504 - inizio 1505 e ancora, Marcello Bonito (1691) che, in soli due anni e mezzo, a seguito del terremoto del giugno 1688 nel Sannio, consegnò alle stampe la straordinaria opera “Terra tremante, o vero, Continuatione de terremoti, dalla creatione del mondo sino al tempo presente”, che raccoglie, forse per la prima volta, e in modo critico, informazioni sui terremoti di tutto il mondo allora conosciuto. L’iniziativa di compilare la storia sismica di un territorio continuò nel seguito, ad esempio per il terremoto di Lisbona del 1755, i terremoti calabresi del 1783 e moltissimi altri, e continua fino ai nostri giorni.
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