Please use this identifier to cite or link to this item: http://hdl.handle.net/2122/7283
AuthorsDi Vito, M. A.* 
De Vita, S.* 
Castaldo, N.* 
TitleLe tracce antropiche e gli eventi geologici tra 4000 anni dal presente e il 472 d.C. nel territorio tra Nola e Acerra
Issue Date2011
URIhttp://hdl.handle.net/2122/7283
Keywordsvulcano
Piana Campana
Subject Classification05. General::05.01. Computational geophysics::05.01.99. General or miscellaneous 
AbstractLa lunga storia dell’interazione tra uomo e vulcano è dettagliatamente registrata nella stratigrafia della Piana Campana, dove gli studi archeologici e vulcanologici condotti in concomitanza con l’esecuzione di indagini sistematiche o preventive ad opere pubbliche, hanno contribuito a definire il quadro degli insediamenti e delle attività umane tra il Tardo Neolitico e l’epoca storica attorno ai vulcani napoletani. Durante questo periodo di tempo la Piana Campana è stata intensamente frequentata, attraversata da vie di comunicazione di lunga persistenza temporale e soggetta a consistente sfruttamento agricolo. Le eruzioni vulcaniche del Vesuvio e dei Campi Flegrei hanno spesso determinato lunghi intervalli nella frequentazione di queste aree, ma hanno altresì contribuito alla straordinaria fertilità dei suoli, favorendone lo sfruttamento agricolo. L’attività vulcanica del Vesuvio, in particolare, ha fortemente condizionato l’evoluzione delle piane circostanti in un periodo di tempo tanto interessante quanto poco conosciuto, compreso tra le eruzioni pliniane delle Pomici di Avellino e del 472 d.C. La presenza lungo i versanti dei rilievi attorno alle piane vesuviane di grandi quantità di materiale sciolto, depositato rapidamente nel corso delle eruzioni, ha favorito nel tempo il diffuso rimaneggiamento delle piroclastiti e la messa in posto di lahar e flussi iperconcentrati durante ripetuti episodi di alluvionamento delle piane, che ne hanno frequentemente causato l’impaludamento e il seppellimento sotto spesse coltri detritiche. Tuttavia, nonostante la pericolosità connessa con l’attività vulcanica in quest’area, l’uomo ha sempre trovato vantaggioso stabilirvi i suoi insediamenti, probabilmente a causa della grande fertilità del suolo e per le favorevoli condizioni climatiche, ma anche in virtù dei lunghi intervalli di quiescenza tra le varie eruzioni, che generalmente superano il tempo di una vita umana.
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