Please use this identifier to cite or link to this item: http://hdl.handle.net/2122/7185
AuthorsMoretti, M.* 
Chiarabba, C.* 
Cianchini, G.* 
Colasanti, G.* 
Criscuoli, F.* 
De Gori, P.* 
Frepoli, A.* 
Govoni, A.* 
Marchetti, A.* 
Serratore, A.* 
TitleEmergenza sismica nel Frusinate (Ottobre 2009 – Gennaio 2010): l’intervento della Rete Sismica Mobile stand-alone e l’analisi dati
Issue Date15-Jul-2011
Series/Report no.200/(2011)
URIhttp://hdl.handle.net/2122/7185
KeywordsSeismic Monitoring
Emergency
Subject Classification04. Solid Earth::04.06. Seismology::04.06.06. Surveys, measurements, and monitoring 
AbstractTra il 30 settembre ed il 22 ottobre del 2009 una piccola area della provincia di Frosinone, presso la località di Campoli Appennino, non lontana dalla città di Sora e dal confine con l’Abruzzo, è stata interessata da uno sciame sismico la cui fase più intensa è stata raggiunta nella notte tra il 7 e l’8 di ottobre con due scosse di magnitudo locale (ML) 3.6 e 3.4. Nei primi 23 giorni della sequenza (30 settembre – 22 ottobre) sono state registrate ben 1075 scosse, tutte con magnitudo non superiore a 3.6. In precedenza, nei mesi di maggio e giugno del 2009, si era attivata una piccola area posta ad una quindicina di chilometri a NW di Campoli Appennino, esattamente nella zona montuosa che separa la Val Roveto dalla Vallelonga in territorio abruzzese. Questo piccolo sciame è stato caratterizzato da 64 eventi con ML non superiore a 2.7. Diverse sono state le ragioni che hanno indotto il team scientifico alla guida della Rete Sismica Mobile della sede di Roma [Re.Mo., Moretti et al., 2010a] a disporre nei primi giorni del mese di ottobre un intervento di emergenza nell’area che include i comuni di Sora, Atina, San Donato in Val Comino e Pescasseroli tra le provincie di Frosinone e de L’Aquila: 1) la relativa vicinanza delle due zone epicentrali sopra descritte alla regione dell’Aquilano colpita solo pochi mesi prima dal forte evento sismico del 6 aprile 2009 (ML 5.8, MW 6.31) [Chiarabba et al., 2009; Margheriti et al., 2010], 2) l’emotività della popolazione originatasi a seguito del forte trauma vissuto e 3) non ultimo la psicosi collettiva notevolmente alimentata dai media locali e nazionali. In tutto, sono state installate 4 stazioni sismiche temporanee ad integrazione delle permanenti già presenti in area epicentrale al fine di migliorarne il monitoraggio. In questo lavoro viene presentato l’intervento della Re.Mo. riportando le motivazioni che lo hanno guidato e la tempistica delle operazioni svolte. Inoltre, verrà fornita una breve descrizione delle caratteristiche geologico-strutturali e sismotettoniche dell’area e saranno mostrate alcune analisi eseguite sui dati acquisiti in campagna.
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