Please use this identifier to cite or link to this item:
http://hdl.handle.net/2122/6617
|
| Authors: | Anzidei, M.* |
| Title: | Panarea bella e inquieta |
| Title of journal: | Darwin |
| Series/Report no.: | marzo-aprile/ (2010) |
| Issue Date: | Mar-2010 |
| Keywords: | Panarea, GPS |
| Abstract: | L’isola di Panarea, con il suo piccolo arcipelago incastonato
nel profondo blu del mare Tirreno, è uno dei luoghi
più particolari e affascinanti del Mediterraneo. Non a
caso è stata inclusa dall’Unesco tra quei siti che sono patrimonio
dell’umanità. Il piccolo specchio di mare che la circonda è
dominato dall’imponente isolotto di Basiluzzo, alto 165 metri, la
cui cima è sormontata dai resti di una villa di epoca romana. Più
piccoli, ma non meno particolari, sono gli isolotti di Bottaro, Lisca
Bianca, Lisca Nera, i Panarelli e Dattilo. Ognuno con il proprio
caratteristico profilo. Come Dattilo, dai colori forti e cangianti,
che si staglia sul mare simile a una punta di lancia che fronteggia
il cielo. Lo scenario è tra i più belli che si possano incontrare nel
Mediterraneo. Da terra, Panarea si presenta come un’isola a forte
vocazione turistica, frequentata dal jet set internazionale: hotel
con vista mozzafiato sul mare e ville dalle terrazze esclusive sono
diventati il simbolo di quest’isola e argomento di gossip per i migliaia
di turisti «mordi e fuggi», che nel periodo estivo affollano
l’arcipelago. Ma come è nata questa perla del Mediterraneo? Cosa
sappiamo oggi di quest’isola vulcanica, probabilmente già nota ai
greci per il suo termalismo? |
| Appears in Collections: | 04.08.99. General or miscellaneous Papers Published / Papers in press
|
Files in This Item:
| File |
Size | Format | Visibility |
| Darwin Panarea_Anzidei_2010.pdf | 529.54 kB | Adobe PDF | View/Open
|
|
Items in DSpace are protected by copyright, with all rights reserved, unless otherwise indicated.
|