Please use this identifier to cite or link to this item: http://hdl.handle.net/2122/5861
AuthorsLanza, Tiziana* 
D'Addezio, Giuliana* 
La Longa, Federica* 
Crescimbene, Massimo* 
Ciaccio, M.Grazia* 
Marsili, Antonella* 
Boncoddo, Giovanni* 
TitleC'era una volta un pescatore a Messina...
Other TitlesUn'esperienza di teatro scientifico all'elementari
Issue Date4-Dec-2009
URIhttp://hdl.handle.net/2122/5861
KeywordsTerremoto di Messina
Leggende, miti, Colapesce
Subject Classification05. General::05.03. Educational, History of Science, Public Issues::05.03.99. General or miscellaneous 
AbstractObiettivo: Facendo seguito a uno studio portato avanti nell’ambito di Miti e Geologia (Lanza & Negrete 2007) si sono volute sperimentare alcune conclusioni di quello studio che caldeggiava l’utilizzo di miti e leggende popolari in ambito scolastico per la diffusione della conoscenza riguardante il nostro pianeta. Il target che era all’inizio rappresentato dai bambini di seconda e quarta elementare (della Scuola primaria Federico Di Donato di Roma) si è poi esteso anche agli insegnanti e persino ai genitori di quegli alunni vedendoli tutti coinvolti come soggetti attivi nell’ambito di questo progetto. Il coinvolgimento e l’entusiasmo partecipativo si è sviluppato anche in seguito alla modalità di realizzazione di questo progetto iniziale. La leggenda del pescatore Colapesce è stata ripresa e riadattata in uno script per celebrare il centenario del terremoto di Messina (1908) ai fini di una vera e propria rappresentazione teatrale fatta dai bambini. Dunque lo script alla fine conteneva non soltanto la favola con i suoi protagonisti classici: un Re, una principessa e un pescatore ma anche una parte più moderna dove i protagonisti erano un gruppetto di sismologi interpretati da alcuni bambini di quarta elementare. L’inserimento di contenuti scientifici all’interno della rappresentazione è stata resa agevolmente possibile con l’introduzione di oggetti, quali una mappa della sismicità in Italia e un sismometro. Oggetti che hanno consentito agli alunni di comprendere non soltanto come si studiano i terremoti ma anche che la prevenzione è il metodo migliore per conviverci. Dopo tre mesi di preparazione ottenuta anche grazie alla collaborazione di un regista di Messina coadiuvato da un esperto in psico-dramma, gli alunni erano pronti per recitare davanti a tutta la scuola nell’ambito della XIX settimana della cultura scientifica (il 27 Marzo 2009). A giudicare dall’entusiasmo generale di tutti, attori, spettatori e organizzatori è stato un successo. Tuttavia se la rappresentazione finale costituisce l’ultima tappa, di fondamentale importanza sarà valutare come si è sviluppato l’apprendimento nel corso dei tre mesi di preparazione a questo evento e quanto rimarrà a qualche mese di distanza soprattutto del contenuto scientifico agito sulla scena. Mentre un altro aspetto assumerà valutare quanto il contenuto favolistico abbia ben disposto gli alunni ad accogliere nozioni nuove e quanto invece li abbia distratti (soprattutto i più piccoli, quelli di seconda elementare). Si può far notare che l’apprendimento ha coinvolto attivamente anche gli insegnanti che non soltanto si sono mostrati piacevolmente disponibili ad approfondire i contenuti scientifici ai fini della rappresentazione, ma hanno utilizzato gli stessi per scegliere gli attori e per suggerire modifiche allo script iniziale. Attualmente sono in corso delle analisi con questionari per alunni e insegnanti al fine di individuarne l’efficacia comunicativa e tirare le conclusioni di questa esperienza.
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