Please use this identifier to cite or link to this item: http://hdl.handle.net/2122/5633
AuthorsCamassi, R.* 
Galli, P.* 
Tertulliani, A.* 
Castenetto, S.* 
Lucantoni, A.* 
Molin, D.* 
Naso, G.* 
Peronace, E.* 
Bernardini, F.* 
Castelli, V.* 
Cavaliere, A.* 
Ercolani, E.* 
Salimbeni, S.* 
Tripone, D.* 
Vannucci, G.* 
Arcoraci, L.* 
Berardi, M.* 
Castellano, C.* 
Del Mese, S.* 
Graziani, L.* 
Leschiutta, I.* 
Maramai, A.* 
Massucci, A.* 
Rossi, A.* 
Vecchi, M.* 
Azzaro, R.* 
D'Amico, S.* 
Ferrari, F.* 
Mostaccio, N.* 
Platania, R.* 
Scarfì, L.* 
Tuvè, T.* 
Zuccarello, L.* 
Carlino, S.* 
Marturano, A.* 
Albini, P.* 
Gomez Capera, A.* 
Locati, M.* 
Meroni, F.* 
Pessina, V.* 
Piccarreda, C.* 
Rovida, A.* 
Stucchi, M.* 
Buffarini, G.* 
Paolini, S.* 
Verrubbi, V.* 
Mucciarelli, M.* 
Gallipoli, R.* 
Barbano, M.S.* 
Cecic, I.* 
Godec, M.* 
TitleL’indagine macrosismica: metodologia, parametri del terremoto, questioni aperte
Issue DateDec-2009
Series/Report no.3/1 (2009)
URIhttp://hdl.handle.net/2122/5633
Keywordsintensità macrosismica
L'Aquila 2009
danneggiamento
Subject Classification04. Solid Earth::04.06. Seismology::04.06.06. Surveys, measurements, and monitoring 
AbstractSubito dopo l’evento del 6 aprile 2009, come di consueto è stata realizzata una lunga e complessa indagine macrosismica, promossa dal gruppo operativo QUEST, che ha avuto inizialmente l’obiettivo di delimitare l’area di danneggiamento, a supporto delle attività di pronto intervento della Protezione Civile, e successivamente quello di classificare nel modo più accurato e capillare possibile, gli effetti prodotti dall’evento, particolarmente nelle aree danneggiate. A questo scopo è stata prodotta una stima utilizzando la scala MCS (Sieberg, 1930); in un secondo momento è stata rifinita l’indagine per una cinquantina di località dell’area maggiormente danneggiata (Is MCS>VII), raccogliendo ed elaborando i dati in termini di scala macrosismica EMS98 (Grünthal, 1998). Per la complessità e la dimensione dei problemi affrontati, questo terremoto ha costituito un banco di prova di grande importanza per la macrosismologia italiana. In questo testo viene descritto il lavoro realizzato, discutendo in particolare alcuni aspetti che hanno messo alla prova le metodologie di indagine tradizionali (sistematiche irregolarità degli insediamenti monitorati, forti divergenze degli scenari di danno rispetto a quelli previsti dalle scale, difficile comparabilità con scenari storici, ecc.) e presentandone i risultati, in relazione ai parametri epicentrali che ne risultano e il loro contributo più diretto alla comprensione complessiva della sismicità dell’area.
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