Please use this identifier to cite or link to this item: http://hdl.handle.net/2122/5566
AuthorsFalcucci, E.* 
Fubelli, G.* 
Gori, S.* 
Pini, R.* 
Porreca, M.* 
TitleIl bacino di Leonessa: ricostruzione dell’evoluzione geologica quaternaria attraverso un approccio multimetodologico
Issue Date18-Feb-2009
URIhttp://hdl.handle.net/2122/5566
KeywordsBacino di Leonessa
Evoluzione quaternaria
Appennino Centrale
Subject Classification04. Solid Earth::04.04. Geology::04.04.03. Geomorphology 
AbstractIl bacino di Leonessa è una delle maggiori depressioni tettoniche intermontane dell’Appennino Centrale. A differenza delle altre depressioni, disposte in direzione appenninica con la faglia bordiera principale sul lato orientale, il bacino è orientato in senso WNW-ESE ed ha la faglia bordiera principale sul suo margine sud-occidentale. Questo studio ha permesso di ricostruire l’evoluzione quaternaria del bacino attraverso un approccio multimetodologico basato sull’integrazione dei dati provenienti dal rilevamento geologico e geomorfologico a scala di dettaglio (1:10.000), supportato dall’interpretazione di fotografie aeree, da analisi paleontologico-stratigrafiche, paleomagnetiche, palinologiche e mineralogico-petrografiche. I sedimenti affioranti all’interno della depressione sono stati distinti in sintemi. Quello stratigraficamente più basso è il Sintema di Villa Pulcini – Colle Montano, costituito da un alternanza di argille, argille torbose, marne e sabbie argillose di ambiente deposizionale da lacustre a piana alluvionale a canali intrecciati (braided plain), attribuibile alla parte alta del Pleistocene inferiore. Stratigraficamente superiore al Sintema di Villa Pulcini – Colle Montano, il Sintema di Leonessa è costituito da depositi di conoide alluvionale nel settore occidentale del bacino e da depositi lacustri nel settore orientale, ambedue contenenti, nella parte alta, intercalazioni di vulcaniti risedimentate. Il ritrovamento di un molare di Mammuthus (mammuthus) cfr.M. (M.) trogontherii (Pohlig) all’interno di depositi alluvionali e i risultati delle analisi paleomagnetiche e palinlogiche consentono di riferire al Pleistocene medio il sintema.I due sintemi precedenti sono coperti a tratti da sabbie e sabbie argillose rossastre (Sintema di Terzone), con spessore che raramente supera i 5 metri, ricche di elementi vulcanici rimaneggiati. I sintemi stratigraficamente più alti del bacino sono costituiti da tre ordini di terrazzi fluviali e da due ordini di conoide alluvionale denominati Sintema di Cerreto - Monte Tilia1, Sintema di Fosso della Ripa e Sintema di Villa Falcucci – Monte Tilia2. Questi sono probabilmente da riferirsi al Pleistocene superiore – Olocene. La definizione degli eventi erosivo-deposizionali che hanno contraddistinto l’evoluzione del paesaggio nel bacino di Leonessa costituisce un passo ulteriore verso un più preciso inquadramento temporale dell’attività tettonica distensiva, del sollevamento regionale e dei cambiamenti climatici che hanno portato all’attuale assetto geomorfologico dell’Appennino Centrale.
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