Please use this identifier to cite or link to this item: http://hdl.handle.net/2122/5502
AuthorsPacor, F.* 
Paolucci, R.*
Nicoletti, M.*
Iervolino, I.*
Ameri, G.* 
Bindi, D.* 
Cauzzi, C.*
Chioccarelli, E.*
D'Alema, E.* 
Luzi, L.* 
Marzorati, S.* 
Massa, M.* 
Puglia, R.* 
TitleCaratteristiche dei dati accelerometrici registrati durante la sequenza sismica aquilana
Issue DateDec-2009
Series/Report no.03/1 (2009)
URIhttp://hdl.handle.net/2122/5502
Keywordsstrong motion data
2009 L'Aquila earthquake
Subject Classification04. Solid Earth::04.06. Seismology::04.06.04. Ground motion 
AbstractI dati accelerometrici relativi alla sequenza sismica de L’Aquila, iniziata con l’evento del 6 Aprile alle ore 1.32 (MW 6.3), provengono dalla rete Rete Accelerometrica Nazionale (RAN), gestita dal Dipartimento della Protezione Civile (DPC) e da una rete temporanea installata il giorno dopo la scossa principale ad opera dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV MI-PV). I dati del DPC sono scaricabili dalla banca dati accelerometrica italiana ITACA (http://itaca.mi.ingv.it), mentre quelli dell'INGV sono accessibili dal sito Internet http://accel.mi.ingv.it/statiche/ABRUZZO-2009/main.html. Il terremoto de L’Aquila è il terzo evento più forte che abbia prodotto registrazioni accelerometriche in Italia, dopo i terremoti dell’Irpinia (1980, MW 6.9) e del Friuli (1976, MW 6.4). Questo evento, insieme alle 12 repliche più forti (MW > 4.0) ha fornito un insieme di dati accelerometrici unico in Italia, in particolare per la presenza di un numero consistente di registrazioni in zona epicentrale ("campo vicino"). Il data set è composto da circa 300 accelerogrammi digitali (di cui 270 provenienti dalla RAN), con un ottimo rapporto segnale/rumore, registrati da circa 70 stazioni, installate in varie condizioni di sito, a distanze comprese fra 0 e 300 km. L'importanza di questo data set, non solo a livello nazionale, è legato al contributo significativo che fornisce nel colmare una lacuna nella distribuzione magnitudo-distanza dei dati strong motion italiani e mondiali, soprattutto per quanto riguarda gli eventi con meccanismo di faglia normale (Ameri et al.; 2009). I dati registrati in campo vicino provengono da un transetto composto da 6 stazioni installato dalla Protezione Civile nel 2001 nella Alta Valle dell’Aterno, con lo scopo di investigare la variabilità del moto sismico rispetto alle condizioni geologiche locali, dalla stazione AQK, installata in prossimità del centro urbano e da una stazione (AQU) appartenente alla rete broad band Mednet (http://mednet.rm.ingv.it/data.php), situata nel castello de L’Aquila. Queste stazioni distano meno di 5 km dall’epicentro dell’evento principale, ricadendo all’interno della proiezione superficiale del piano di rottura. A queste si aggiungono le registrazioni delle repliche, ottenute dalle stazioni della rete temporanea INGV, installata in area epicentrale. In questo lavoro si presenta un resoconto delle principali caratteristiche dello scuotimento del suolo verificatosi durante la sequenza sismica aquilana, attraverso l’analisi dei dati accelerometrici relativi alla scossa principale e alle due repliche più forti. Si discutono in particolare la dipendenza di diversi parametri strong motion dalla distanza, dall’azimuth e dalle condizioni di sito, e l'effetto delle caratteristiche del moto in campo vicino sulla risposta strutturale
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