Please use this identifier to cite or link to this item: http://hdl.handle.net/2122/5084
AuthorsItaliano, Francesco* 
Bonfanti, Pietro* 
Maugeri, Roberto* 
TitleRELAZIONI TRA FLUIDI CIRCOLANTI E TETTONICA ATTIVA NEL SETTORE MERIDIONALE DELL’ARCO CALABRO: UNO STRUMENTO PER LA VALUTAZIONE DEI PROCESSI SISMOGENETICI
Issue Date10-Dec-2008
URIhttp://hdl.handle.net/2122/5084
Keywordsfluidi
Tettonica attiva
Subject Classification04. Solid Earth::04.04. Geology::04.04.12. Fluid Geochemistry 
AbstractLe metodologie di indagine geochimica applicate ad un’ampia porzione dell’Appennino meridionale, esteso dalla Calabria settentrionale ai Monti Nebrodi, nell’ambito del progetto INGV-DPC S2, hanno consentito di valutare le caratteristiche dei fluidi emessi in coincidenza di importanti lineamenti strutturali, permettendo di evidenziare le relazioni intercorrenti tra l’assetto tettonico e la genesi, la circolazione ed il comportamento dei fluidi circolanti. L’area di studio rappresenta la porzione più meridionale dell’Arco Calabro, il cui stile deformativo dominante dal Pleistocene medio all’attuale, è caratterizzato da una estensione ESE-WNW. Nella Sicilia nord-orientale, le faglie neotettoniche dislocano i livelli crostali più superficiali e si dispongono secondo direzioni preferenziali orientati circa NW-SE con meccanismi deformativi a componente trascorrente ed estensionale e N-S/NE-SO con meccanismi deformativi trascorrenti, a tratti con componente compressiva. Le strutture crostali radicate sono rappresentate dal sistema “Patti-Eolie”, che si connette a terra con il sistema “Tindari-Letojanni” e dal “sistema di Messina”. Il primo mostra, anche a livello sismologico, caratteri deformativi transtensivi; nel secondo sistema, caratterizzato da faglie a prevalente componente distensiva del rigetto la catena presenta un tasso di sollevamento recente non uniforme, con valori massimi lungo la costa messinese ionica e tassi minori lungo quella tirrenica. L’esistenza di fenomeni attivi di sollevamento regionale è dimostrato da alcune evidenze, come la presenza di argille marine quaternarie affioranti diverse centinaia di metri al di sopra del livello del mare nonché di piattaforme di abrasione tirreniane ben sviluppate ad una altitudine di circa 130 m. nei pressi di Taormina e sul versante calabrese dello stretto di Messina. La struttura tettonica più importante che interseca il sistema Ibleo-Maltese è costituito dal sistema di faglie di Messina, orientato NNE-NNW. Il terremoto di Messina del 1908 è stato attribuito ad una “faglia cieca” nell’area di Messina. Lungo le principali strutture tettoniche, sono presenti attività idrotermali e di degassamento note da tempi storici, che dal punto di vista geochimico mostrano caratteristiche molto diverse in funzione della loro ubicazione.
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