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Please use this identifier to cite or link to this item: http://hdl.handle.net/2122/4528

Authors: Falcucci, E.*
Agostini, S.*
Galadini, F.*
Editors: Campanelli, A.; Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Abruzzo, Chieti.
Title: Inquadramento geologico della zona di Castel di Ieri
Issue Date: 2007
Keywords: Castel di Ieri
Archeosismologia
Abstract: Nell’ambito della collaborazione tra l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia e la Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Abruzzo, durante gli scavi archeologici effettuati tra il 2006 e il 2007, sono state condotte delle indagini geoarcheologiche in prospettiva archeosismologica nel sito di Castel di Ieri, nella conca Subequana. In località Madonna del Soccorso è stata rinvenuta un’area sacra comprendente un tempio monumentale riferibile al II-I sec. a.C. (fig. 1A) e una struttura, di dimensioni minori, di epoca precedente (fig. 1A) (Campanelli 2007). Lo scavo di quest’ultima, nel corso del 2006, ha evidenziato la presenza di resti in posizione di crollo, in particolare il collasso di una grande porzione di muro insieme a quello verticale di un elemento decorativo (fig.B). Le porzioni crollate sono state in parte rinvenute all’interno di sedimenti detritici che hanno coperto il tempio minore, dopo aver subito un parziale trasporto (fig. 1C, 2C). I dati oggi disponibili suggeriscono, pertanto, due eventi naturali distinti, il primo dei quali avrebbe causato il crollo della struttura, mentre il secondo avrebbe comportato il parziale trasporto degli elementi archeologici crollati e sigillato il sito. Da un punto di vista geologico, l’area subequana è localizza in un settore dell’Appennino in cui hanno avuto origine forti terremoti distruttivi, lungo strutture tettoniche distanti pochi chilometri dalla conca; è il caso delle faglie distensive del bacino del Fucino, del Monte Morrone e della media valle dell’Aterno; in base alle conoscenze di tettonica attiva, sismologia storica e archeosismologia, l’evento responsabile dei crolli a Castel di Ieri potrebbe essere il risultato dell’attivazione delle faglie del Fucino nel 508 d.C. o della faglia del Monte Morrone responsabile del sisma della metà del II sec. d.C. oppure essere attribuibile all’attivazione della faglia che borda la conca subequana in occasione di un evento sismico ancora non noto. I dati archeologici lasciano propendere per la seconda ipotesi, attualmente in fase di completa definizione.
Appears in Collections:Book chapters
04.04.01. Earthquake geology and paleoseismology

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