Please use this identifier to cite or link to this item: http://hdl.handle.net/2122/4486
AuthorsLocritani, M.* 
Gambetta, M.* 
Gasparini, G. P.* 
Povero, P.* 
Castellano, M.* 
Carmisciano, C.* 
TitleCondizioni idrografiche e dinamiche nell’Area Marina Protetta di Portofino durante il periodo estivo.
Issue Date4-Nov-2008
URIhttp://hdl.handle.net/2122/4486
Keywordsidrografia
correnti
Subject Classification03. Hydrosphere::03.02. Hydrology::03.02.02. Hydrological processes: interaction, transport, dynamics 
AbstractDati idrologici e correntometrici sono stati rilevati durante il periodo estivo nel 2004, 2007 e 2008 nel tratto di mare dell’AMP di Portofino. Le misure idrologiche, che hanno interessato l’intera area, hanno permesso di evidenziare una certa disomogeneità: le masse d’acqua del Golfo Paradiso sono maggiormente influenzate dagli effetti locali (topografici e/o legati agli apporti costieri), il tratto di mare che va da Punta Faro a Punta Chiappa appare più correlato alle masse d’acqua del Mar Ligure. Le misure dirette di corrente (un sistema SEPTR collocato davanti a Porto Pidocchio negli anni 2004 e 2007), indicano una sostanziale omogeneità della struttura verticale. La direzione prevalente della corrente verso SW, suggerisce che essa è parte di una circolazione locale limitata al Golfo Paradiso, dovuta ad una interazione da parte del promontorio con la corrente costiera ligure, che generalmente scorre verso ovest parallelamente alle isobate, come già evidenziato da altri autori (Doglioli et al 2004). Lo studio della struttura verticale della corrente, attraverso l’analisi delle componenti principali, indica che la prima componente spiega circa il 60% della varianza, suggerendo una elevata omogeneità verticale e quindi una certa rilevanza della componente barotropica. La seconda componente spiega circa il 25% della varianza e sembra soprattutto associata agli effetti Ekman sia superficiali che di fondo. Significativo è l’effetto del vento sulla corrente: sono stati considerati dati relativi a tre stazioni a terra (Genova, La Spezia, Livorno) ed i campi di vento sull’intero bacino ligure dedotti dal satellite Quickscat allo scopo di stimare sia l’effetto legato al vento locale che quello del vento a grande scala.
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