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Please use this identifier to cite or link to this item: http://hdl.handle.net/2122/4328

Authors: Tertulliani, A.*
Castelli, V.*
Rossi, A.*
Gottardi, F.*
Vecchi, M.*
Leschiutta, I.*
Title: Il terremoto del 3 ottobre 1943: notizie da una ricerca in corso
Issue Date: Oct-2008
Keywords: marche
1943
Abstract: Nel 2007 gli autori hanno avviato un nuovo studio del forte terremoto avvenuto il 3 ottobre 1943 nell’Ascolano. Alcuni risultati preliminari dello studio furono presentati all’ultimo convegno del GNGTS, sotto il titolo Terremoti dimenticati o poco noti delle Marche meridionali: primi risultati di uno studio della finestra cronologica 1941-1943 (Tertulliani et al., 2007). Il terremoto del 3 ottobre 1943 è un evento recente ma la ricostruzione del suo impatto territoriale è più lacunosa e il suo inquadramento nel contesto sismogenetico dell’Appennino centrale meno certo di quanto ci si aspetterebbe per un terremoto di neanche settant’anni fa. Questa situazione è una diretta conseguenza della collocazione cronologica del terremoto stesso, avvenuto meno di un mese dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, al principio di quella che sarebbe stata la fase più atroce della Seconda Guerra Mondiale in territorio italiano. Ne deriva una serie di circostanze che hanno contribuito a indebolire, distorcere e – almeno in parte - occultare la percezione dell’estensione dell’area interessata dal terremoto e la corretta valutazione dei suoi effetti macrosismici. Ciò ha particolarmente compromesso la produzione di testimonianze documentarie degli effetti del terremoto sugli edifici, cioè delle fonti storiche fondamentali per analisi di comparazione con eventi moderni e per studi di pericolosità sismica. In estrema sintesi, il terremoto del 3 ottobre 1943 andò a sollecitare un patrimonio edilizio la cui vulnerabilità era - in molti casi - accentuata da scarsa manutenzione ed eventi bellici precedenti. Nell’immediatezza del post terremoto gli interventi statali furono – comprensibilmente - limitati a misure palliative delle più urgenti esigenze di sussistenza. Il rilievo dei danni (tranne alcuni precoci interventi dovuti all’iniziativa di singoli funzionari, fu condotto in maniera disomogenea e in larga misura solo dopo il passaggio del fronte (1944) se non addirittura a guerra finita, prendendo cioè in considerazione un quadro di effetti gravemente alterato dai successivi eventi bellici, dalle intemperie e dalla mancanza di interventi conservativi. Le difficoltà di comunicazione e la pressoché totale interruzione della stampa di giornali ridussero drasticamente la produzione di testimonianze sul risentimento dell’evento principale e sulla sequenza sismica (cartoline macrosismiche, corrispondenze giornalistiche locali). Un ulteriore fattore di disturbo alla “leggibilità” del danneggiamento deriva dal contesto sismico locale del decennio 1940-1950, caratterizzato da diversi eventi (anche di un certo rilievo ma non tutti registrati nei cataloghi parametrici), che contribuirono a offuscare il quadro complessivo degli effetti e la memoria storica dei testimoni locali (cfr. Tertulliani et al., 2006; 2008). I precedenti studi del terremoto del 3 ottobre 1943 (Raccichini, 1984; Raccichini et al., 1985; Boschi et al. 1997; Boschi et al. 2000; Guidoboni et al, 2007) facevano riferimento a una base documentale meno ampia di quella resa disponibile – negli ultimi anni – a seguito del versamento agli Archivi di Stato di cospicui fondi archivistici provenienti dalle sedi provinciali del Genio Civile, da Prefetture e da altre figure istituzionali (Regione Marche). A queste “nuove” fonti abbiamo fatto riferimento per approfondire la conoscenza del terremoto del 3 ottobre 1943, attraverso spogli sistematici e ancora in corso. In questa sede presentiamo uno stato di avanzamento dei lavori, con particolare riferimento al miglioramento quantitativo delle conoscenze (dati macrosismici di base) e ad alcune ipotesi preliminari per una ridefinizione dello scenario di danneggiamento. Per quanto ancora ben lungi dal poter proporre conclusioni definitive, i risultati ottenuti ci permettono di confidare nella possibilità di chiarire il ruolo di un evento sinora poco caratterizzato dal punto di vista sismogenetico (soprattutto in chiave di interpretazione sismotettonica, con inevitabili ricadute sugli studi di pericolosità sismica del territorio) e dal punto di vista storico-sociale, con la ricostruzione di un contesto di riferimento tanto vicino quanto poco noto e il recupero di importanti porzioni della memoria storica locale. Bibliografia Boschi E., Guidoboni E., Ferrari G., Valensise G. e Gasperini P., edd.; 1997: Catalogo dei forti terremoti in Italia dal 461 a.C. al 1980, voll. 2. ING-SGA, Bologna, 644 pp. http://storing.ingv.it/cft/ Boschi E., Guidoboni E., Ferrari G., Mariotti D., Valensise G. and Gasperini P. edd.; 2000: Catalogue of Strong Italian Earthquakes from 461 B.C. to 1980. Ann. Geofis., 43, 609-868. http://storing.ingv.it/cft/ CPTI Working Group; 2004: Catalogo Parametrico dei Terremoti Italiani (versione 2004, CPTI04), Internet website INGV Sezione di Milano. http://emidius.mi.ingv.it/CPTI/ Guidoboni E., Ferrari G., Mariotti D., Comastri A., Tarabusi G. and Valensise G.; 2007. Catalogo dei forti terremoti 461 a.C.-1997. http://storing.ingv.it/cfti4med/ Raccichini S.; 1984: Considerazioni sul terremoto del 3 ottobre 1943 nel Piceno. Proposte e ricerche, 13, 96-100. Raccichini S., Stucchi M. and Calza W.; 1985: The Castignano Earthquake of October 3, 1943. In: Postpischl D., ed.; Atlas of isoseismal maps of Italian earthquakes. CNR-PFG, Quaderni de «La ricerca scientifica», 114, 2A, 144-145. Tertulliani A., Galadini F., Mastino F., Rossi A. e Vecchi M. ;2006: Studio macrosismico del terremoto del Gran Sasso del 5 settembre 1950, Il Quaternario, 19(2), 195 – 214. Tertulliani A., Rossi A., Castelli V., Vecchi M., Gottardi F.; 2007:Terremoti dimenticati o poco noti delle Marche meridionali: primi risultati di uno studio della finestra cronologica 1941-1943, 260 GNGTS, Roma. Tertulliani A., Rossi A., Castelli V., Vecchi M., Gottardi F.; 2008: Terremoti “dispersi” al confine tra Marche, Umbria e Lazio nel 1941-1943, Quaderni di Geofisica, 58.
Appears in Collections:Conference materials
04.06.05. Historical seismology

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