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Please use this identifier to cite or link to this item: http://hdl.handle.net/2122/3357

Authors: Solarino, S.*
Slejko, D.*
Renner, G.*
Title: Studi di tomografia locale per la definizione della struttura crostale e subcrostale del Friuli e del Veneto Orientale
Issue Date: 18-Nov-2003
URL: http://www2.ogs.trieste.it/gngts/gngts/convegniprecedenti/2003/index.htm
Keywords: Tomografia, crosta, modello di velocità delle onde sismiche
Abstract: English: CRUSTAL AND SUB-CRUSTAL STRUCTURE OF FRIULI AND VENETO REGIONS DERIVED FROM LOCAL EARTHQUAKE TOMOGRAPHY The Friuli region is one of the most hazardous area in Italy. Numerous earthquakes have shaken and damaged the region both in historical (1348, 1551) and recent times (1928, 1976). The most recent big earthquake, the M = 6.4 event in 1976, was the reason for starting an intensive study of the area from the geological and geophysical points of view but probably the main consequence of the earthquake was the establishment of a regional seismometric network to monitor the seismic activity in the Friuli enlarged area. West to Friuli is the Veneto region: it is characterized by a seismicity of lower energy but that still deserves a certain care, in particular in the Alpago and Cansiglio sectors where earthquakes of magnitude greater than 5.5 occurred in 1873 and 1936. With the aim to investigate the crustal (and possibly sub-crustal) structures of these regions, a local earthquake tomography has been carried out using data recorded in the period 1995-2002 by the Friuli - Venezia Giulia seismometric network. The obtained tomographic images add only a few details to the knowledge of the area, and resembles already published results, even if the current tomography is able to give images for deeper layers (down to 15 km). In practice, there is a good agreement between the surficial tomographic reconstruction and the shallow geology and it is confirmed the existence of a body with velocity 6.2-6.4 km/s deepening eastwards down to 12-15 km. Since this limit corresponds to the resolving power of the data, no interpretation can be done on whether this body has much deeper roots or not. One main evidence of the joint displaying of occurrence of events and velocity recostructions is that seismicity is strictly associated with, and probably dependent from, this body. Since it would be very important to extend the resolving power to deeper layers, a new tomography is planned for a larger area. In fact, deeper events may be considered when the studied area is larger and, since the rays of these events travel for longer distances, they consequently illuminate deeper layers. In this way some limits of the present tomographic runs could be overcome. Italian: Il Friuli è una delle zone a maggior pericolosità sismica del territorio nazionale. Numerosi terremoti hanno causato gravi distruzioni, infatti, nella regione sia in epoca storica (nel 1348 e nel 1511) sia recentemente (nel 1928 e nel 1976). Il terremoto del 1976, di magnitudo 6.4, ha dato l’avvio a tutta una serie di studi di carattere geologico e geofisico. Tra le iniziative più importanti va ricordata l’installazione delle rete sismometrica regionale. Contigua al Friuli si trova la regione del Veneto, di sismicità sicuramente minore di quella friulana, ma degna di attenzione specialmente nel suo settore orientale (Alpago, Cansiglio) in quanto nel 1873 e nel 1936 la violenza dei sismi superò la magnitudo 5,5. Allo scopo di indagare sulle strutture crostali (e possibilmente sub-crostali) è stata condotta una tomografia sismica con terremoti locali utilizzando un nutrito insieme di dati registrati dalla rete sismometrica regionale nel periodo 1995-2002 in un’area estesa intorno al confine tra Veneto e Friuli - Venezia Giulia, dove molti autori ipotizzano una struttura sismogenetica di svincolo trasversale alle strutture alpine contrapponendosi a quelli che invece propongono continuità nello stile tettonicosismogenetico. I risultati ottenuti aggiungono solo pochi dettagli alle immagini topografiche ottenute da altri lavori, ed in particolare essi sono relativi a profondità maggiori rispetto a quelle indagate nel passato. In pratica, viene confermata la buona coerenza tra immagini topografiche superficiali e le strutture geologiche e la presenza di un corpo con velocità dell’ordine di 6,2-6,4 km/s che, inclinato verso est, si estende fino a 12-15 km di profondità. Purtroppo questo valore coincide con il limite della risoluzione tomografica, e lascia aperta la questione sulla reale estensione in profondità della struttura individuata. Ciò che risulta particolarmente evidente è che la struttura, che è stata interpretata come un cuneo legato all’accorciamento crostale associato con le fasi alpine, è responsabile della sismicità dell’area, o comunque strettamente legata ad essa. Da un punto di vista strettamente metodologico, i risultati mostrano i limiti della inversione tomografica legati alla geometria degli eventi e soprattutto dalla scarsa profondità degli stessi. Malgrado non possa essere considerata soluzione definitiva al problema, la estensione della area da indagare potrebbe parzialmente migliorare le immagini topografiche inserendo terremoti più lontani (e quindi con raggi che si approfondiscono di più) avendo cura di definire la geometria ottimale di inversione.
Appears in Collections:04.06.07. Tomography and anisotropy
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