Please use this identifier to cite or link to this item: http://hdl.handle.net/2122/2293
AuthorsMessina, P.* 
Galadini, F.* 
Saroli, M.* 
TitleIndagini per la caratterizzazione dell’evoluzione neotettonica in prospettiva di valutazione della pericolosità sismica
Issue Date2006
URIhttp://hdl.handle.net/2122/2293
Keywordsearthquake
Subject Classification04. Solid Earth::04.04. Geology::04.04.01. Earthquake geology and paleoseismology 
AbstractLa convenzione tra CNR e Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio (MATT) prevede, tra l’altro, la realizzazione di seminari di approfondimento su alcune specifiche tematiche di competenza dei ricercatori CNR appartenenti agli Istituti coinvolti. Nel caso dell’Istituto di Geologia Ambientale e Geoingegneria, uno dei due seminari riguarda le “Indagini per la caratterizzazione dell’evoluzione neotettonica in prospettiva di valutazione della pericolosità sismica”. In questo “manuale/dispensa”, che accompagna il seminario, saranno dunque approfonditi gli aspetti riguardanti tale tematica. La storia anche recente dimostra come il territorio italiano sia caratterizzato da un elevato rischio sismico. Per quanto riguarda gli aspetti della pericolosità (probabilità di occorrenza dei terremoti in un ambito temporale definito), occorre osservare che forti terremoti, responsabili di danni significativi (in genere con M>5.5), sono avvenuti in quasi tutte le regioni italiane nell’intervallo temporale coperto dall’informazione storica (cioè, in Italia, circa duemila anni). Sebbene gran parte della popolazione viva in zone sismiche, molto spesso soprattutto in passato, è mancata la consapevolezza del rischio legato ai terremoti e di conseguenza sono state impiegate scarse risorse per la sua mitigazione. Il terremoto, oltre che per la vita umana, rappresenta una minaccia per la conservazione degli insediamenti e dei manufatti di alto valore storico ed artistico. I vecchi edifici in muratura sono facilmente danneggiabili dalle sollecitazioni sismiche e solo recentemente la classificazione sismica del territorio italiano ha tenuto realisticamente conto della loro vulnerabilità. Negli ultimi anni si è preso coscienza del fatto che la storia sismica recente non è sempre rappresentativa della pericolosità e che, a volte, le analisi storiche non sono sufficienti per una corretta classificazione sismica del territorio. Il concetto di “memoria storica” degli eventi, in aree caratterizzate da tempi di ricorrenza millenari o plurimillenari, è inapplicabile. A questo proposito esempi più o meno recenti sono il terremoto della Marsica del 1915 ed i terremoti dell’Umbria (1997) e del Molise (2001), avvenuti in aree per cui non era disponibile informazione storica su forti eventi sismici precedenti. Gli studi di carattere storico vanno dunque affiancati da studi geologici di dettaglio al fine di individuare e caratterizzare le strutture sismogenetiche che sono all’origine del “fenomeno terremoto”, in prospettiva di valutazione della pericolosità sismica.
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