Please use this identifier to cite or link to this item: http://hdl.handle.net/2122/2289
AuthorsTiberti, M. M.* 
Fracassi, U.* 
Valensise, G.* 
TitleIl quadro sismotettonico del grande terremoto del 1905
Issue Date2006
URIhttp://hdl.handle.net/2122/2289
Keywordsearthquake
calabria 1905
Subject Classification04. Solid Earth::04.06. Seismology::04.06.99. General or miscellaneous 
AbstractLa storia della Calabria è una storia lunga – molto più lunga di quanto qualunque essere umano possa immaginare, aggiungeremmo noi geologi – di grandi e piccoli terremoti. Catastrofi improvvise e catastrofi parzialmente annunciate, terremoti improvvisi e isolati e sequenze interminabili che sembravano non voler lasciare in piedi nulla di questa regione. Lo spaventoso livello di sismicità della Calabria, di cui qualunque calabrese è testimone almeno indiretto, è oggi quantomeno ben accertato da ricerche sempre più specialistiche e dettagliate. Due degli elementi fondamentali per descrivere la sismicità calabrese consistono nello studio dei terremoti del passato e nello studio della geologia e tettonica di questa regione, riconosciuta da sempre come uno dei luoghi maggiormente attivi di tutto il Mediterraneo. Questi elementi confluiscono in modelli di pericolosità sismica (Gruppo di Lavoro MPS, 2004; fig. 1), che puntualmente fotografano una propensione di questa terra a dare terremoti più forti e più frequenti di quanto non avvenga in qualunque altra zona della penisola. Questa relazione tenta di tratteggiare sinteticamente questa forte propensione alla sismicità, muovendosi tra le caratteristiche geologiche della Calabria e la sua poco invidiabile storia sismica. La relazione si avvale di risultati di ricerche recenti e recentissime, condotte sia presso l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), sia dalla comunità sismologica nazionale che fa riferimento alle università. La relazione privilegia ampiamente il materiale iconografico basato su tali ricerche. Per ulteriori approfondimenti si raccomandano i lettori di consultare il sito Internet dell’INGV (www.ingv.it), che nelle sue pagine interne offre numerosissime informazioni di facile accessibilità e comprensione.
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