Please use this identifier to cite or link to this item: http://hdl.handle.net/2122/10590
AuthorsGovoni, Aladino* 
Moretti, Milena* 
Piromallo, Claudia* 
Cavaliere, Adriano* 
Salimbeni, Simone* 
Salarino, Stefano* 
Criscuoli, Fabio* 
Giovani, Lucian* 
Margheriti, Lucia* 
Pondrelli, Silvia* 
Chiarabba, Claudio* 
Title"Eastern Alpine Seismic Investigation” (EASI) 2015-2016. L’installazione e la manutenzione delle stazioni temporanee INGV
Issue Date10-Aug-2017
Series/Report no.377 / (2017)
URIhttp://hdl.handle.net/2122/10590
KeywordsEASI Eastern Alpine Seismic Investigation
Real-time seismic networks
Subject Classification04.06. Seismology 
AbstractIl presente rapporto tecnico descrive motivazioni ed aspetti tecnici legati all’installazione di quattro stazioni sismiche, appartenenti all’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), per contribuire alla realizzazione di un esperimento temporaneo di sismica passiva (transetto) nelle Alpi orientali, denominato Eastern Alpine Seismic Investigation (EASI). L’esperimento EASI è stato realizzato da tre gruppi: l’ETH di Zurigo, l’Institute for Meteorology and Geophysics dell’Università di Vienna e l’Institute of Geophysics, Academy of Sciences of the Czech Republic di Praga. Lo stendimento del transetto, avvenuto ad agosto 2014, è consistito in un profilo di stazioni sismiche ad alta densità spaziale che si estendeva dal Massiccio Boemo a nord fino alla città di Trieste a sud, approssimativamente lungo il meridiano 13.35° E. Delle 55 stazioni previste, ne sono state installate in territorio italiano, in collaborazione con lo Swiss Seismological Service (SED) dell’istituto Eidgenössische Technische Hochschule (ETH) di Zurigo, nove di cui cinque di proprietà dell’ETH e quattro dell’INGV. Il transetto EASI, si colloca nell’ambito di un progetto più ampio denominato “AlpArray”1 (AA) che coinvolge numerose istituzioni internazionali e che si prefigge di studiare la regione Alpina (Greater Alpine Region, GAR). Tale obiettivo è perseguito attraverso l’installazione di diverse centinaia di stazioni sismiche a banda larga (Broadband, BB), organizzate in un backbone network2 esteso ed operativo della durata di tre anni e al quale verranno sovrapposti alcuni profili di stazioni a spaziatura più fitta, per definire con altissimo dettaglio la struttura Alpina. Nell’ambito della attività di ricerca svolta all’INGV, il progetto AA rientrava fra gli Obiettivi Strategici (OS) della Struttura Terremoti dell’INGV nel triennio 2014-2016, in particolare della Linea di attività T1 “Geodinamica e Interno della Terra”3. La strumentazione sismometrica utilizzata per i siti INGV durante l’anno di acquisizione del transetto EASI, è stata messa a disposizione dalla Rete Sismica Mobile (Re.Mo.) del Centro Nazionale Terremoti (CNT), sezione monitorante dell’INGV, previa valutazione del progetto da parte della Commissione Rete Mobile (Co.Re.Mo.) [Moretti et al., 2010] ed è stata installata grazie ad una collaborazione tra personale della Sezione di Bologna e del CNT, sede di Roma.
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