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    <title>DSpace Collection:</title>
    <link>http://hdl.handle.net/2122/283</link>
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    <pubDate>Sun, 19 May 2013 16:01:02 GMT</pubDate>
    <dc:date>2013-05-19T16:01:02Z</dc:date>
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      <title>Terre di Fuoco - Etna, Vulcano e Stromboli nelle Collezioni Alinari</title>
      <link>http://hdl.handle.net/2122/7623</link>
      <description>Title: Terre di Fuoco - Etna, Vulcano e Stromboli nelle Collezioni Alinari
Authors: Bonaccorso, A.; Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Sezione Catania, Catania, Italia; Branca, S.; Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Sezione Catania, Catania, Italia; Del Carlo, P.; Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Sezione Catania, Catania, Italia; Piccione, C.; Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Sezione Catania, Catania, Italia
Abstract: Introduzione&#xD;
						&#xD;
I vulcani, altisonante espressione di vitalità, magnificenza e potenza della natura, hanno affascinato l’Uomo da tempo immemorabile.&#xD;
Le sporadiche e approssimate osservazioni dell’antichità, spesso descritte in modo fantasioso, hanno avuto una svolta con l’avvento della fotografia che ha fornito attraverso le immagini chiare testimonianze dello stato di attività dei vulcani e dell’evoluzione dei paesaggi.&#xD;
Etna, Stromboli e Vulcano, vulcani attivi tra i più suggestivi al mondo, hanno attratto l’interesse della fotografia, che negli ultimi due secoli ha lasciato un prezioso retaggio utile anche per gli aspetti conoscitivi nel campo vulcanologico.&#xD;
 Questo libro si compone di una raccolta di fotografie e fotogrammi di filmati d’epoca &#xD;
dell’ Etna, Stromboli e Vulcano nel periodo storico compreso tra gli ultimi decenni del XIX secolo e la prima metà del XX secolo.&#xD;
La selezione delle fotografie conservate presso gli archivi Alinari e dei fotogrammi dell’Istituto Luce è stata realizzata sia allo scopo di evidenziare gli aspetti scientifico-divulgativi legati alla documentazione di alcune importanti eruzioni storiche sia per mettere in risalto gli aspetti legati all’evoluzione del territorio. Le immagini selezionate guidano lungo un percorso di conoscenza di episodi e di luoghi che da sempre rappresentano un teatro in cui le vicende degli eventi vulcanici e quelle umane si intrecciano in un intricato e spettacolare connubio.&#xD;
Le immagini dell’Etna sono state suddivise in cinque capitoli: L’Etna da lontano, Panorami etnei, Osservatori e rifugi, Crateri sommitali ed Eruzioni dell’Etna. Un sesto capitolo è infine dedicato ai vulcani attivi eoliani di Stromboli e Vulcano.&#xD;
	Il capitolo primo è costituito da fotografie che riprendono l’Etna osservato in lontananza da Catania, dai Monti Peloritani e da Taormina in stato di normale attività di degassamento senza eruzioni in corso. &#xD;
Il capitolo secondo permette di compiere un viaggio indietro nel tempo all’interno di un territorio etneo ancora del tutto incontaminato con fotografie che evidenziano le principali caratteristiche paesaggistiche e vulcanologiche dell’Etna.&#xD;
Il capitolo terzo è dedicato alle strutture realizzate dall’uomo, quali gli osservatori e i rifugi, che a partire dal XIX secolo hanno avuto il fondamentale ruolo di ricovero e di ristoro, e infine di osservazione, durante la lunga salita che si effettuava dall’abitato di Nicolosi, localizzato a circa 700 metri di quota nel versante meridionale, fino ai 3300 metri di quota dei Crateri sommitali. Sono proprio i Crateri sommitali dell’Etna, che insieme alle eruzioni, hanno da sempre rappresentato la principale attrattiva per tutti i viaggiatori che hanno attraversato il territorio etneo.&#xD;
Le immagini del capitolo quarto ci mostrano quello che era l’assetto morfologico dell’aerea craterica sommitale dell’Etna durante la fine del XIX secolo mostrandoci l’ampia voragine del Cratere Centrale ed i primi cambiamenti avvenuti agli inizi del XX secolo, come la formazione del Cratere di Nord-Est, ripresi dall’alto durante un pionieristico sorvolo aereo.&#xD;
Nel capitolo quinto sono documentate alcune fra le principali eruzioni dell’Etna in questo periodo che costituiscono indubbiamente l’aspetto più affascinate dei vulcani e alla stesso tempo più drammatico a causa del loro impatto sul territorio. In particolare, questo capitolo, inizia con le immagini delle ultime tre eruzioni che hanno caratterizzato il XIX secolo: la breve eruzione del 1883 che tre anni dopo fu seguita da una voluminosa eruzione la cui fase iniziale, cominciata la mattina del 19 Maggio 1886, è stata documentata in modo completo dal paese di Taormina, e quindi la lunga e spettacolare eruzione del 1892, durata circa sei mesi. Per quanto riguarda il XX secolo sono documentati i due eventi eruttivi che hanno avuto il maggior impatto sul territorio etneo. L’eruzione del 1923 che causò l’interruzione delle vie di comunicazione del versante nord dell’Etna e la distruzione di una borgata dell’abitato di Linguaglossa e l’eruzione del 1928 che costituisce l’unico evento avvenuto all’Etna a partire dalla fine del XVII secolo che abbia causato la distruzione completa di un centro abitato. &#xD;
Infine il capitolo sesto è stato dedicato a Stromboli e Vulcano con un riferimento particolare alle loro tipiche attività riconosciute nella letteratura scientifica rispettivamente con il nome di “attività Stromboliana” ed “attività Vulcaniana” .&#xD;
Le immagini, dedicate a Stromboli, sono dei fotogrammi ricavati da alcuni filmati dell’Archivio Storico dell’Istituto Luce ripresi sull’isola nei primi decenni del XX secolo. Dai filmati selezionati sono state estratte alcune immagini salienti: dalle riprese aeree di Strombolicchio ai fotogrammi dell’attività dei crateri sommitali, dalle riprese del vulcano in una fase di attività Stromboliana alla descrizione delle varie fasi che hanno caratterizzato l’evento parossistico del 20-23 Ottobre 1950. Dall’attività ripresa per la prima volta a Stromboli si prosegue con una serie di fotografie che documentano l’intensa attività esplosiva, definita “Vulcaniana”, relativa all’eruzione di Vulcano verificatesi nel 1888-90.&#xD;
&#xD;
Alessandro Bonaccorso&#xD;
Stefano Branca&#xD;
Paola Del Carlo&#xD;
Caterina Piccione&#xD;
&#xD;
Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia&#xD;
Sezione di Catania</description>
      <pubDate>Wed, 30 Nov 2005 23:00:00 GMT</pubDate>
      <guid isPermaLink="false">http://hdl.handle.net/2122/7623</guid>
      <dc:date>2005-11-30T23:00:00Z</dc:date>
    </item>
    <item>
      <title>Scenari di Pericolosità e Danno SPeeD PROJECT -TASK 1.1 Connection of the “Centri Funzionali” of DPC and RC to the monitoring system of INGV-OV</title>
      <link>http://hdl.handle.net/2122/6802</link>
      <description>Title: Scenari di Pericolosità e Danno SPeeD PROJECT -TASK 1.1 Connection of the “Centri Funzionali” of DPC and RC to the monitoring system of INGV-OV
Authors: Scarpato, G.; Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Sezione OV, Napoli, Italia; D’Auria, L.; Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Sezione OV, Napoli, Italia; Martini, M.; Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Sezione OV, Napoli, Italia; Borriello, G.; Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Sezione OV, Napoli, Italia; Buonocunto, C.; Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Sezione OV, Napoli, Italia; Capello, M.; Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Sezione OV, Napoli, Italia; De Cesare, W.; Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Sezione OV, Napoli, Italia; Esposito, A.; Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Sezione OV, Napoli, Italia; Giudicepietro, F.; Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Sezione OV, Napoli, Italia; Lo Bascio, D.; Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Sezione OV, Napoli, Italia; Orazi, M.; Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Sezione OV, Napoli, Italia; Peluso, R.; Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Sezione OV, Napoli, Italia; Ricciolino, P.; Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Sezione OV, Napoli, Italia
Abstract: Project specifications;&#xD;
•Server design &amp; realization for the management of the multiparametric data,alarm and notifications provided by the OV-INGV monitoring system...</description>
      <pubDate>Mon, 05 Jul 2010 22:00:00 GMT</pubDate>
      <guid isPermaLink="false">http://hdl.handle.net/2122/6802</guid>
      <dc:date>2010-07-05T22:00:00Z</dc:date>
    </item>
    <item>
      <title>Near Earth space plasma monitoring under COST 296</title>
      <link>http://hdl.handle.net/2122/5334</link>
      <description>Title: Near Earth space plasma monitoring under COST 296
Authors: Altadill, D.; Observatori de l’Ebre, Universitat Ramon Llull – CSIC, Spain; Boska, J.; Institute of Atmospheric Physics, ASCR, Czech Republic; Cander, L. R.; STFC, Rutherford Appleton Laboratory, Chilton, UK; Tamara Gulyaeva, T.; IZMIRAN , Troitsk, Moscow Region, Russia; Reinisch, B. W.; Center for Atmospheric Research, UMass Lowell, USA; Romano, V.; Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Sezione Roma2, Roma, Italia; Krankowski, A.; University of Warmia and Mazury, Poland; Bremer, J.; Leibnitz-Institute of Atmospheric Physics, Kühlungsborn, Germany; Belehaki, A.; National Observatory of Athens, Athens, Greece; Stanislawska, I.; Space Research Centre PAS, Warsaw, Poland; Jakowski, N.; DLR, Institute of Communications and Navigation, Neustrelitz, Germany; Scotto, C.; Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Sezione Roma2, Roma, Italia
Abstract: This review paper presents the main achievements of the near Earth space plasma monitoring under COST 296 Action. The outputs of the COST 296 community making data, historical and real-time, standardized and available to the ionospheric community for their research, applications and modeling purposes are presented. The contribution of COST 296 with the added value of the validated data made possible a trusted ionospheric monitoring for research and modeling purposes, and it served for testing and improving the algorithms producing real-time data and providing data users measurement uncertainties. These value added data also served for calibration and&#xD;
validation of space-borne sensors. New techniques and parameters have been developed for monitoring the near Earth space plasma, as time dependent 2D maps of vertical total electron content (vTEC), other key ionospheric parameters and activity indices for distinguishing disturbed ionospheric conditions, as well as a technique for improving the discrepancies of different mapping services. The dissemination of the above products has been developed by COST 296 participants throughout the websites making them available on-line for real-time applications.</description>
      <pubDate>Fri, 31 Jul 2009 22:00:00 GMT</pubDate>
      <guid isPermaLink="false">http://hdl.handle.net/2122/5334</guid>
      <dc:date>2009-07-31T22:00:00Z</dc:date>
    </item>
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      <title>GeoDATA Finder: Sistema di consultazione on-line della banca dati territoriali del Laboratorio di Geomatica e Cartografia.</title>
      <link>http://hdl.handle.net/2122/4258</link>
      <description>Title: GeoDATA Finder: Sistema di consultazione on-line della banca dati territoriali del Laboratorio di Geomatica e Cartografia.
Authors: Vilardo, G.; Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Sezione OV, Napoli, Italia; Bronzino, G.; Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Sezione OV, Napoli, Italia; Alessio, G.; Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Sezione OV, Napoli, Italia; Bellucci Sessa, E.; Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Sezione OV, Napoli, Italia; Nappi, R.; Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Sezione OV, Napoli, Italia
Abstract: Al fine di rispondere alla necessità di mettere a disposizione della comunità scientifica dati territoriali e tematici, da impiegare sia per lo sviluppo di specifiche applicazioni sia a supporto tecnico-scientifico delle decisioni in materia di mitigazione dei rischi ambientali, ed allo stesso tempo per valorizzare l’enorme mole di dati acquisiti e prodotti nel corso degli anni, è stato realizzato un portale cartografico denominato “GeoDATA Finder”.&#xD;
L’accesso diretto via web al “GeoDATA Finder” consente di consultare un database territoriale in cui sono state riunite tutte le informazioni descrittive delle caratteristiche dei dati geografico-tematici (Metadati) in formato raster e vettoriale acquisiti, prodotti ed archiviati dal Laboratorio di Geomatica e Cartografia dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, sezione di Napoli, Osservatorio Vesuviano. Il collegamento al portale cartografico consente agli utenti, mediante specifiche funzioni di interrogazione spaziale e tematica, di verificare la disponibilità di dati territoriali e documenti cartografici da utilizzare a supporto informativo di attività di ricerca e sorveglianza.</description>
      <pubDate>Wed, 04 Jun 2008 22:00:00 GMT</pubDate>
      <guid isPermaLink="false">http://hdl.handle.net/2122/4258</guid>
      <dc:date>2008-06-04T22:00:00Z</dc:date>
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      <title>Comparison between active stress field and tectonic structures in Northern Italy, Lombardy Region</title>
      <link>http://hdl.handle.net/2122/1119</link>
      <description>Title: Comparison between active stress field and tectonic structures in Northern Italy, Lombardy Region
Authors: Pierdominici, S.; Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Sezione Roma1, Roma, Italia; Mariucci, M. T.; Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Sezione Roma1, Roma, Italia; Montone, P.; Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Sezione Roma1, Roma, Italia; Cesaro, M.; Eni SpA, S. Donato Milanese (MI), Italy
Abstract: The aim of this work is to understand the complex pattern of active stress field orientations revealed by borehole&#xD;
breakout analysis with respect to the tectonic structures in a wide region of Northern Italy. The area is located in&#xD;
the central-western part of the Po Plain between the south verging Southern Alps structures and the north verging&#xD;
buried folds and thrusts of the Monferrato and Emilia arcs. Little information concerning the active stress field is&#xD;
available because of the low seismicity level and the thick layer of sediments that covers the entire zone. A detailed&#xD;
borehole breakout analysis has been performed in 36 wells with depths ranging from 2.2 to 7.3 km, whose&#xD;
data have been supplied by Eni. Breakout analysis determined the minimum and maximum horizontal stress directions&#xD;
(Shmin and SHmax). The results show a very complex pattern, pointing out that the stress field is not uniform.&#xD;
In this area the regional stress field seems not «strong» enough, compared to the local one, so most of the&#xD;
wells detect only the local field. This work contributes to clarify the various Shmin orientations observed in this&#xD;
area, pointing out at wide scale, a general compression in NNE-SSW direction in this complex region.</description>
      <pubDate>Wed, 30 Nov 2005 23:00:00 GMT</pubDate>
      <guid isPermaLink="false">http://hdl.handle.net/2122/1119</guid>
      <dc:date>2005-11-30T23:00:00Z</dc:date>
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      <title>Climatology of ionosphericF-region disturbances</title>
      <link>http://hdl.handle.net/2122/833</link>
      <description>Title: Climatology of ionosphericF-region disturbances
Authors: Fotiadis, D. N.; Electrical and Computer Engineering Department, Aristotle University of Thessaloniki, Greece; Kouris, S. S.; Electrical and Computer Engineering Department, Aristotle University of Thessaloniki, Greece; Romano, V.; Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Sezione Roma2, Roma, Italia; Zolesi, B.; Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Sezione Roma2, Roma, Italia
Abstract: After more than 60 years of research, ionospheric disturbances are today a most challenging topic of upper atmospheric&#xD;
physics. Although the understanding of the thermosphere-ionosphere system has increased, quantitative&#xD;
predictions of ionospheric perturbations, valid for space weather assessment, are still imprecise. Using a&#xD;
long foF2 dataset, an analytical climatology of the F-region storms is presented as a function of appropriate variables.&#xD;
Local phenomena are then detected.</description>
      <pubDate>Wed, 31 Dec 2003 23:00:00 GMT</pubDate>
      <guid isPermaLink="false">http://hdl.handle.net/2122/833</guid>
      <dc:date>2003-12-31T23:00:00Z</dc:date>
    </item>
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