<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rdf:RDF xmlns:rdf="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://purl.org/rss/1.0/" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:taxo="http://purl.org/rss/1.0/modules/taxonomy/">
  <channel>
    <title>DSpace Collezione: 05.04.99. General or miscellaneous</title>
    <link>http://hdl.handle.net/2122/287</link>
    <description />
    <items>
      <rdf:Seq>
        <rdf:li resource="http://hdl.handle.net/2122/6006" />
        <rdf:li resource="http://hdl.handle.net/2122/6001" />
        <rdf:li resource="http://hdl.handle.net/2122/6000" />
        <rdf:li resource="http://hdl.handle.net/2122/5920" />
        <rdf:li resource="http://hdl.handle.net/2122/5790" />
        <rdf:li resource="http://hdl.handle.net/2122/5494" />
        <rdf:li resource="http://hdl.handle.net/2122/5428" />
        <rdf:li resource="http://hdl.handle.net/2122/5423" />
        <rdf:li resource="http://hdl.handle.net/2122/5171" />
        <rdf:li resource="http://hdl.handle.net/2122/5067" />
      </rdf:Seq>
    </items>
  </channel>
  <textInput>
    <title>Il motore di ricerca di Collezione</title>
    <description>Ricerca nel canale</description>
    <name>cerca</name>
    <link>http://www.earth-prints.org/simple-search</link>
  </textInput>
  <item rdf:about="http://hdl.handle.net/2122/6006">
    <title>CUMAS CABLED UNDERWATER MODULE FOR ACQUISITION OF SEISMOLOGICAL DATA FOR GEO-HAZARD MONITORING IN SHALLOW WATER</title>
    <link>http://hdl.handle.net/2122/6006</link>
    <description>Titolo: CUMAS CABLED UNDERWATER MODULE FOR ACQUISITION OF SEISMOLOGICAL DATA FOR GEO-HAZARD MONITORING IN SHALLOW WATER&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Autori: Iannaccone, G.; Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Sezione OV, Napoli, Italia; Guardato, S.; Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Sezione OV, Napoli, Italia; Vassallo, M.; DSF, Università degli Studi di Napoli, "Federico II"; Beranzoli, L.; Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Sezione Roma2, Roma, Italia&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Abstract: CUMAS is an underwater module developed for the acquisition ofgeophysical signals in shallow sea# oor for geohazard monitoringin volcanic areas. It was conceived for a speci! c application in theCampi Flegrei Caldera (Southern Italy) where the main features ofthe present volcanic activity consists of slow soil movements (bradyseism)accompanied by intense and shallow seismic activity. Thelatest strong episode occurred in the period 1982-84 with a grounduplift of more than 170 cm followed by a slow and continuous subsidencestill ongoing with of small amplitude uplift episodes (fewcentimeters). It is worth noting that the seismic activity only appearsduring the uplift phase.</description>
  </item>
  <item rdf:about="http://hdl.handle.net/2122/6001">
    <title>Interfaccia elettronica per la calibrazione remota di sismometri</title>
    <link>http://hdl.handle.net/2122/6001</link>
    <description>Titolo: Interfaccia elettronica per la calibrazione remota di sismometri&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Autori: Guardato, S.; Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Sezione OV, Napoli, Italia; Capello, M.; Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Sezione OV, Napoli, Italia; Martino, C.; A.M.R.A. - Analisi e Monitoraggio dei Rischi Ambientali, Napoli</description>
  </item>
  <item rdf:about="http://hdl.handle.net/2122/6000">
    <title>Protocollo di comunicazione del sistema di acquisizione dati Quanterra Q330</title>
    <link>http://hdl.handle.net/2122/6000</link>
    <description>Titolo: Protocollo di comunicazione del sistema di acquisizione dati Quanterra Q330&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Autori: Guardato, S.; Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Sezione OV, Napoli, Italia; Iannaccone, G.; Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Sezione OV, Napoli, Italia</description>
  </item>
  <item rdf:about="http://hdl.handle.net/2122/5920">
    <title>Procedura di posizionamento dell’OBS/H sul fondo del mare mediante triangolazione con transponder acustico.</title>
    <link>http://hdl.handle.net/2122/5920</link>
    <description>Titolo: Procedura di posizionamento dell’OBS/H sul fondo del mare mediante triangolazione con transponder acustico.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Autori: Mangano, G.; Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Sezione CNT, Roma, Italia; D'Anna, G.; Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Sezione CNT, Roma, Italia&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Abstract: Presso l’Osservatorio di Gibilmanna, unità funzionale del Centro Nazionale Terremoti, è statorealizzato un gruppo di sette OBS/H (Ocean Bottom Seismometer with Hydrophone), grazie alla convenzionestipulata tra l’INGV e il Dipartimento Nazionale della Protezione Civile. Questo primo gruppo di strumentisarà utilizzato come rete mobile sottomarina e per lo studio di faglie e vulcani localizzati sul fondo del mare.L’OBS/H (Fig. 1) viene deposto sul punto prefissato per caduta libera, sganciandolo da una gru postaa bordo dell’imbarcazione di supporto alla campagna ed è quindi soggetto ai moti delle correnti durante lasua discesa che avviene ad una velocità di circa 45 m/min. Questo rende indispensabile, non appena lostrumento abbia raggiunto il fondo, una procedura di localizzazione dello stesso per verificarne la posizionecon la maggiore accuratezza possibile, ai fini di una corretta valutazione degli epicentri degli eventi registratidurante l’esperimento. Nei successivi paragrafi verrà descritta tale procedura e verrà illustrato il softwarerealizzato.</description>
  </item>
  <item rdf:about="http://hdl.handle.net/2122/5790">
    <title>Tecniche di Alta Disponibilità per l’acquisizione di dati sismici in ambiente GNU/Linux: un’applicazione alla rete sismica di Stromboli</title>
    <link>http://hdl.handle.net/2122/5790</link>
    <description>Titolo: Tecniche di Alta Disponibilità per l’acquisizione di dati sismici in ambiente GNU/Linux: un’applicazione alla rete sismica di Stromboli&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Autori: Peluso, R.; Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Sezione OV, Napoli, Italia; Buonocunto, C.; Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Sezione OV, Napoli, Italia; Caputo, A.; Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Sezione OV, Napoli, Italia; De Cesare, W.; Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Sezione OV, Napoli, Italia; Orazi, M.; Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Sezione OV, Napoli, Italia; Scarpato, G.; Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Sezione OV, Napoli, Italia&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Abstract: In questo articolo viene descritto l’utilizzo di tecniche di alta disponibilità per l’acquisizione di dati sismicinell’Isola di Stromboli. Tali tecniche consentono di eliminare o almeno ridurre i tempi di indisponibilità di unsistema informatico in caso di rottura totale o parziale di una sua parte. Applicate ad un sistema di acquisizionedati, esse consentono di evitare lunghi periodi dimancanza dei dati stessi prima di poter intervenire fisicamente sulsistema per le riparazioni del caso.This article describes the implementation of high-availability tecniques for seismic data acquisition on the StromboliIsland. These tecniques help to eliminate or at least reduce time unavailability of a computing system in case of aglobal of partial breakage.When applied to a data acquisition system, they allow to avoid long periods of data leakagebefore any human intervention on the system for its repair.</description>
  </item>
  <item rdf:about="http://hdl.handle.net/2122/5494">
    <title>A more rigorous description of the multiplierless MPPT principle.</title>
    <link>http://hdl.handle.net/2122/5494</link>
    <description>Titolo: A more rigorous description of the multiplierless MPPT principle.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Autori: Romeo, Giovanni&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Abstract: This note refers to the article “Achieve MPPT control without power calculation “(Electronic Design, November 05 2009, p. 53, http://electronicdesign.com/article/power/achieve_mppt_control_without_power_calculation.aspx) giving some mathematical justification about the multiplier disuse and the use of a synchronous modulation-demodulation to implement a MPPT.</description>
  </item>
  <item rdf:about="http://hdl.handle.net/2122/5428">
    <title>Banche dati per le biblioteche di scienze della terra: Georef, Web of Science, Scirus e Google Scholar</title>
    <link>http://hdl.handle.net/2122/5428</link>
    <description>Titolo: Banche dati per le biblioteche di scienze della terra: Georef, Web of Science, Scirus e Google Scholar&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Autori: Ferrara, G.; Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Sezione AC, Roma, Italia&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Abstract: Sin dalla loro introduzione, prima in forma cartacea, poi su supporti informatici, per finire alle versioni elettroniche disponibili via web, le banche dati hanno sempre rappresentato uno strumento fondamentale, indispensabile e non sostituibile della ricerca. Non di meno lo sono per i bibliotecari. Questo presupposto ci deve spingere a valorizzare sempre più il servizio di reference e di information retrieval, visto che gli strumenti a nostra disposizione aumentano di giorno in giorno, sia liberamente fruibili che sotto forma di abbonamenti annuali.Oggi le banche dati stanno varcando l’ambito per cui inizialmente erano state create e stanno per entrare in quello della valutazione della ricerca.In questo lavoro si prendono in considerazione quelle banche dati e quei motori di ricerca specialistici che oramai sono di utilizzo quotidiano in una biblioteca di scienze della terra. In particolare ci si riferirà a: Georef, Web of Science, Scirus e Google Scholar.Il lavoro inizia analizzando storicamente sia le banche dati che i motori di ricerca specialistici, per comprendere la loro natura e le motivazioni alla base della loro creazione. Si procede poi affrontando il tema della qualità del recupero dell’informazione presentata, per finire con l’analisi comparativa delle citazioni ricevute dai record estratti.</description>
  </item>
  <item rdf:about="http://hdl.handle.net/2122/5423">
    <title>A new real time tsunami detection algorithm for bottom pressure measurements in open ocean: characterization and benchmarks</title>
    <link>http://hdl.handle.net/2122/5423</link>
    <description>Titolo: A new real time tsunami detection algorithm for bottom pressure measurements in open ocean: characterization and benchmarks&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Autori: Embriaco, D.; Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Sezione Roma2, Roma, Italia; Chierici, F.; Istituto di Radio Astronomia-INAF,sezione di Bologna, Italy; Pignagnoli, L.; Istituto di Scienze Marine-CNR, sezione di Bologna, Italy&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Abstract: In the last decades the use of the Bottom Pressure Recorder (BPR) in a deep ocean environment for tsunamidetection has had a relevant development. A key role for an early warning system based on BPRs is played bythe tsunami detection algorithms running in real time on the BPR itself or at installation site. We present a newalgorithm for tsunami detection that is based on real time pressure data analysis, consisting in tide removing, spikeremoving, low pass filtering and linear prediction: the output is then matched against a given pressure thresholdallowing the detection of anomalous events. Different configurations of the algorithm, consisting for instance in areal time band pass filtering of the pressure signal in place of linear prediction, are also tested for comparison. Thealgorithm is designed to be used in an autonomous early warning system, with a finite set of input parameters thatcan be reconfigured in real time.A realistic benchmark scheme is developed in order to characterize the algorithm features with particular regardsto false alarm probability, sensitivity to the amplitude and wavelength of the tsunami and detection earliness. Thealgorithm behaviour in real operation is numerically estimated performing statistical simulations where a largenumber of synthetic tsunami waves with various amplitude, period, shape and phase is generated and superimposedto time series of real pressure data recorded in different environmental conditions and locations.</description>
  </item>
  <item rdf:about="http://hdl.handle.net/2122/5171">
    <title>Che cosa ci faccio con l' s 13?</title>
    <link>http://hdl.handle.net/2122/5171</link>
    <description>Titolo: Che cosa ci faccio con l' s 13?&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Autori: Romeo, G.; Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Sezione Roma1, Roma, Italia; Benedetti, P.; Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Sezione Roma1, Roma, Italia; Braun, T.; Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Sezione Roma1, Roma, Italia; Pongetti, F.; Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Sezione Roma1, Roma, Italia; Taccetti, Q.; Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Sezione AC, Roma, Italia; Badiali, L.; Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Sezione CNT, Roma, Italia&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Abstract: Sono illustrati i risultati ottenuti applicando il metodo di Lippmann (brevetto utilizzato da Lennartz Electronic) ad un sensore s13. E' mostrato un metodo per il confronto di sensori sismici utilizzante un filtro adattativo</description>
  </item>
  <item rdf:about="http://hdl.handle.net/2122/5067">
    <title>ANTARTIDE. Un osservatorio naturale per comprendere la Terra</title>
    <link>http://hdl.handle.net/2122/5067</link>
    <description>Titolo: ANTARTIDE. Un osservatorio naturale per comprendere la Terra&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Autori: Meloni, A.; Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Sezione Roma2, Roma, Italia; Cafarella, L.; Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Sezione Roma2, Roma, Italia; De Franceschi, G.; Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Sezione Roma2, Roma, Italia; Alfonsi, Lu.; Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Sezione Roma2, Roma, Italia; Romano, V.; Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Sezione Roma2, Roma, Italia; Morelli, A.; Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Sezione Bologna, Bologna, Italia; Danesi, S.; Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Sezione Bologna, Bologna, Italia; Grezio, A.; Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Sezione Bologna, Bologna, Italia; Russi, M.; Istituto Nazionale di Oceanografia e Geofisica sperimentale (OGS), Borgo Grotta Gigante, 42/c - Trieste; Guidarelli, M.; Dipartimento di Scienze della Terra, Università di Trieste, Via Weiss, 1 - Trieste; Bonaccorso, A.; Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Sezione Catania, Catania, Italia; Gambino, S.; Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Sezione Catania, Catania, Italia; Capra, A.; Dipartimento di Ingegneria Meccanica e Civile, Università di Modena e Reggio Emilia, Via Vignolese, 905 - Modena; Dubbini, M.; Dipartimento di Ingegneria Meccanica e Civile, Università di Modena e Reggio Emilia, Via Vignolese, 905 - Modena; Pellegrini, A.; Ente per le Nuove tecnologie, l'Energia e l'Ambiente (ENEA - Casaccia), Via Anguillarese, 301 - Roma; Gentili, U.; Ente per le Nuove tecnologie, l'Energia e l'Ambiente (ENEA - Casaccia), Via Anguillarese, 301 - Roma; Mancini, F.; Dipartimento di Architettura e Urbanistica, Politecnico di Bari, Via Orabona, 4 - Bari; Georgiadis, T.; Istituto di Biometeorologia (IBIMET), CNR, Via Gobetti, 101 - Bologna; Nardini, M.; Istituto di Biometeorologia (IBIMET), CNR, Via Gobetti, 101 - Bologna; Bonasoni, P.; Istituto di Scienze dell'Atmosfera e del Clima (ISAC), CNR, Via Gobetti, 101 - Bologna; Vitale, V.; Istituto di Scienze dell'Atmosfera e del Clima (ISAC), CNR, Via Gobetti, 101 - Bologna; Lupi, A.; Istituto di Scienze dell'Atmosfera e del Clima (ISAC), CNR, Via Gobetti, 101 - Bologna; Cristofanelli, P.; Istituto di Scienze dell'Atmosfera e del Clima (ISAC), CNR, Via Gobetti, 101 - Bologna; Snels, M.; Istituto di Scienze dell'Atmosfera e del Clima (ISAC), CNR, Via Fosso del Cavaliere, 100 - Roma; Cairo, F.; Istituto di Scienze dell'Atmosfera e del Clima (ISAC), CNR, Via Fosso del Cavaliere, 100 - Roma&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Abstract: Molto è noto delle particolarissime condizioni che rendono l'Antartide un laboratorio veramente speciale per tante discipline. Tuttavia, per le Scienze della Terra il continente antartico ha un doppio interesse. Oltre ad essere un luogo pococonosciuto dove avvengono processi straordinari ed unici per il nostro pianeta, esso occupa anche una posizione privilegiata per la registrazione di dati geofisici.Questi dati sono essenziali per la comprensione globale di molti processi fisici e ci aiutano dunque a capire come la Terra "funziona" nel suo insieme.L'Antartide è, quindi, un luogo di osservazione cruciale per la conoscenzadel pianeta in cui viviamo.I processi geofisici presentano variazioni su lunghi periodi. Di conseguenza, laregistrazione di lunghe e ininterrotte serie temporali è un impegno basilare per gliosservatori geofisici. Come noi traiamo vantaggio dalle registrazioni delladeclinazione del campo magnetico fatte dai marinai del XVIII secolo, dalle cronologiedegli effetti dei terremoti trovate in archivi storici e dalle informazioni sul tempo e sulle temperature dell'aria scritte negli antichi almanacchi, così dobbiamoimpegnarci per acquisire ed allo stesso tempo conservare le registrazioni strumentalisecondo i migliori livelli consentiti dalla tecnologia odierna.Seguendo queste considerazioni, il programma antartico Italiano - in modo simile aiprogrammi di altre nazioni - si sta prodigando in uno sforzo continuo nelmantenimento e nel miglioramento degli osservatori geofisici permanenti. Forsealcune di queste attività non forniscono dati con forte impatto immediato, ma laloro vera importanza si evidenzierà certamente in futuro. Il funzionamento degliosservatori geofisici antartici è anche un obbligo verso le prossime generazioni, permetterle in condizione di comprendere quello che a noi sfugge ancora.</description>
  </item>
</rdf:RDF>

