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    <title>DSpace Collection: 03.01.08. Instruments and techniques</title>
    <link>http://hdl.handle.net/2122/160</link>
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    <title>The Collection's search engine</title>
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  <item rdf:about="http://hdl.handle.net/2122/3971">
    <title>GEOSTAR: a GEophysical and Oceanographic STation for Abyssal Research</title>
    <link>http://hdl.handle.net/2122/3971</link>
    <description>Title: GEOSTAR: a GEophysical and Oceanographic STation for Abyssal Research
&lt;br/&gt;
&lt;br/&gt;Authors: Beranzoli, L.; Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Sezione Roma2, Roma, Italia; De Santis, A.; Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Sezione Roma2, Roma, Italia; Etiope, G.; Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Sezione Roma2, Roma, Italia; Favali, P.; Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Sezione Roma2, Roma, Italia; Frugoni, F.; Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Sezione Roma2, Roma, Italia; Smriglio, G.; Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Sezione Roma2, Roma, Italia; Gasparoni, F.; Tecnomare, San Marco 3584, 30124 Venezia, Italy; Marigo, A.; Tecnomare, San Marco 3584, 30124 Venezia, Italy
&lt;br/&gt;
&lt;br/&gt;Abstract: The GEOSTAR is a technological and scientific project aimed at the realisation of an autonomous benthic observatory able to perform long-term, continuous and integrated geophysical and environmental measurements in deep seafloors. The observatory is conceived to be a node of existing and future geophysical monitoring networks, making possible their extension offshore. The GEOSTAR observatory prototype hosts sensors for seismic, geomagnetic, gravimetric, geochemical and oceanographic researches up to abyssal depths (4000 m). The first 1-year scientific mission is foreseen within the end of the millennium in the abyssal plain (3400 m) of the Southern Tyrrhenian Sea, where key information about the geodynamics and oceanography of the whole Mediterranean basin can be acquired.</description>
  </item>
  <item rdf:about="http://hdl.handle.net/2122/3261">
    <title>Misure di flusso di Geo-gas (CO2, etc…) con il “Sistema SAP” con polle gassose a flusso macroscopico”. I casi della Val Comino e Palidoro</title>
    <link>http://hdl.handle.net/2122/3261</link>
    <description>Title: Misure di flusso di Geo-gas (CO2, etc…) con il “Sistema SAP” con polle gassose a flusso macroscopico”. I casi della Val Comino e Palidoro
&lt;br/&gt;
&lt;br/&gt;Authors: Siracusa, F.; Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Sezione Roma1, Roma, Italia; Quattrocchi, F.; Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Sezione Roma1, Roma, Italia
&lt;br/&gt;
&lt;br/&gt;Abstract: L’UR 11 del Progetto DPC 2005-2007 V5 “Diffuse Degassing in Italy” ha configurato e testato un sistema in grado di effettuare misure di flusso di emissioni gassose naturali “ad alta portata” (con particolare riferimento alla CO2, ma anche di altri geo-gas), disponendo dei dati di composizione chimica del gas stesso, denominandolo SAP = “Sistema di misura di flusso geo-gas ad Alta Portata”. &#xD;
Ci si focalizza in questo II anno di progetto su emissioni “eclatanti”, associate a piccoli laghetti o “polle” naturali, in zone dove storicamente si è verificata l’emissione più o meno marcata e continua di flussi gassosi; in particolare iniziando nelle aree della Val Comino (Basso Lazio) e di Palidoro (Alto Lazio). &#xD;
L’applicazione delle metodologie segue il lavoro intrapreso da Rogie et al. (2000), con in più una maggiore versatilità rispetto a quest’ultimo lavoro, dovuta ad una diversa geometria del sistema convogliatore del gas da allocarsi sull’emissione gassosa ed all’utilizzo di materiali più adattabili alle varie condizioni di campagna. Il sistema è stato concepito inoltre con l’intenzione di quantizzare con precisione non solo i flussi di CO2, ma anche degli altri geo-gas, semplicemente diminuendo il diametro del tubo di uscita del gas. &#xD;
Nella presente relazione si discute solamente del flusso di CO2, ma conoscendo la concentrazione degli altri gas delle medesime polle studiate si risale facilmente ai flussi degli altri gas (H2S, CH4, etc…).&#xD;
La CO2 presenta effetti tossici acuti immediati sull’apparato respiratorio: per tempi di esposizione fino a 15 minuti e per concentrazioni in atmosfera che raggiungono il 5% la CO2 provoca vasocostrizione ed incremento della attività respiratoria; per concentrazioni &gt;10% provoca paralisi respiratoria e svenimento; mentre per concentrazioni &gt; 25% determina il decesso immediato. Tali effetti sono accresciuti dal fatto che la specie non presenta colore ed odore con la conseguente impossibilità di essere notata per tempo dagli organi sensoriali. Inoltre, essendo più pesante dell’aria, tende a formare delle dense nubi tossiche che seguono la topografia del luogo accumulandosi per lo più nelle zone depresse prossime alla zona di emissione. E’ risultato per tanto urgente, in linea con il Progetto DPC 2005-2007 V5, quantificare i flussi giornalieri di gas emesso dalle macro-polle emissive di CO2 come quella di Palidoro e della Val Comino.&#xD;
Visto l’alto grado di tossicità dei gas emessi, manifestato dalla presenza più o meno continua di animali morti nei siti d’indagine, tale ricerca ha come priorità di protezione civile la valutazione dei valori di flusso di CO2  e delle sue implicazioni in termini di  “pericolosità” e “valore esposto” nei riguardi di persone ed animali residenti nelle zone in esame; anche considerando il ruolo di carrier dell’anidride carbonica per altri geogas pericolosi per la salute umana come ad esempio il Radon (Pizzino et. al. 2002; Voltaggio, 2003). Già in passato, altri siti degassanti del territorio nazionale, hanno determinato incidenti letali anche ai danni di persone (Chiodini &amp; Frondini, 2001; Pizzino et al., 2000; Voltaggio 2003). La pericolosità di tali fenomeni di degassamento è poi accresciuta dalla presenza di zone geomorfologicamente depresse: le stesse “polle” ed i solchi e i rivoli prossimi alle zone di emissione. Tali elementi morfologici accumulano e veicolano le miscele gassose a CO2 dominante che essendo più pesanti dell’aria tendono a stagnare nei primi strati di atmosfera a contatto con il suolo. In tal senso anche le condizioni di circolazione atmosferica locale giocano un importante ruolo nel favorire o sminuire l’accumulo dei gas.&#xD;
La presente relazione descrive le prime 2 esperienze di misura di flusso tramite quello che definiamo “Sistema di misura di flusso geo-gas ad Alta Portata” (SAP). Il SAP è come si diceva concettualmente analogo al sistema GCD (Inflatable gas Capturing Device) descritto da Rogie et al., (2000).</description>
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  <item rdf:about="http://hdl.handle.net/2122/3231">
    <title>GECO: a prototype broadband triaxial seismic sensor with on board digital electronics</title>
    <link>http://hdl.handle.net/2122/3231</link>
    <description>Title: GECO: a prototype broadband triaxial seismic sensor with on board digital electronics
&lt;br/&gt;
&lt;br/&gt;Authors: Stanga, R.; Dip. di astronomia e scienza dello spazio, Un. di Firenze; Azzara, R.M.; Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Sezione Roma1, Roma, Italia; Bergamaschi, F.; Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Sezione Roma1, Roma, Italia; Gallieni, D.; ADS Internation, Lecco; Taddei, R.; IDED Sistemi, Bientina (PI)
&lt;br/&gt;
&lt;br/&gt;Abstract: The prototype of a broadband triaxial seismic sensor (GECO) developed at the Department of Astronomy and Space Science of the University of Florence (Italy) is presented.&#xD;
The three sensor axes, based on an inverted pendulum, are placed in a corner cube configuration. A “C” shaped leaf spring is used in order to compensate gravity&#xD;
and the output signal of a capacitive position sensor is force balanced by a feedback system. The sensor integrates on-board digital electronics with 24 bits resolution, flash memory for data storage capability, and a GPS interface.&#xD;
The sensor has been tested against a commercial broadband sensor: amplitude and&#xD;
spectral analyses of seismic ambient noise and local, regional and teleseismic earthquakes have been performed in order to compare the response of the prototype with&#xD;
the used reference. The prototype was found to be compatible with the reference&#xD;
seismometer both in amplitude and frequency showing its capability to resolve lowfrequency and low-amplitude signals.</description>
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  <item rdf:about="http://hdl.handle.net/2122/2176">
    <title>The newtonian approach in the meteorological tide waves forecasting: preliminary observations in the East Ligurian harbours</title>
    <link>http://hdl.handle.net/2122/2176</link>
    <description>Title: The newtonian approach in the meteorological tide waves forecasting: preliminary observations in the East Ligurian harbours
&lt;br/&gt;
&lt;br/&gt;Authors: Faggioni, O.; Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Sezione Roma2, Roma, Italia; Arena, G.; APAT Dip.to Tutela Acque Interne e Marine – Servizio Mareografico, Via Curtatone 3, 00185 Roma, ITALY; Bencivenga, N.; APAT Dip.to Tutela Acque Interne e Marine – Servizio Mareografico, Via Curtatone 3, 00185 Roma, ITALY; Bianco, G.; ASI Centro di Geodesia Spaziale “G.Colombo”, Loc. Terlecchia, 75100 Matera, ITALY; Bozzano, R.; CNR Istituto di Studi sui Sistemi Intelligenti per l’Automazione, Via de Marini 6, 16149 Genova, ITALY; Canepa, G.; Autorità Portuale di Genova, Ufficio Ambiente, Via della Mercanzia 2, 16100 Genova, ITALY; Lusiani, P.; MM Istituto Idrografico, Passo dell’Osservatorio 4, 16132 Genova, ITALY; Nardone, G.; APAT Dip.to Tutela Acque Interne e Marine – Servizio Mareografico, Via Curtatone 3, 00185 Roma, ITALY; Piangiamore, G.; Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Sezione Roma2, Roma, Italia; Soldani, M.; Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Sezione Roma2, Roma, Italia; Surace, L.; Istituto Idrografico della Marina (IIM), Genova, Italy; Venzano, G.; Servizi Ecologici Porto di Genova (SEPG), Genova, Italy
&lt;br/&gt;
&lt;br/&gt;Abstract: Sea level oscillations are the superposition of many contributions, among which the main are astronomic and meteorological low-frequency tides. In Ligurian Sea meteo-tide components, being most ample than astronomic fluctuations, drive water exchange in harbours. The present note shows first results about port of Genoa concerning a coherency study between atmospheric variation and corresponding sea level adjustment (meteorological tide). The newtonian forecasting method of meteorological tides is based on measurements of time elapsing between barometric sea level unbalance (Δg) and its meteorological tide compensation (inverse barometer component).&#xD;
Meteorological tide component is independent on the Earth-Moon-Sun gravitational relationships, moreover parameters related to the shifted water mass are too many to describe the phenomenon analytically (basin topography, barometric strength position and time, chemical water quality, off-shore sea circulation, etc.); then, meteorological tide can’t be accurately foreseen by atmospheric pressure measurements only.&#xD;
A gravimeter can detect the geodetic unbalance starting time and a tide-gauge can detect the newtonian compensation (tide wave) coming time. The difference between these two times is the meteorological tide delay. An opportune statistic of this delay provides an experimental law typical for each harbour to forecast the meteo-tide compensation wave delay.&#xD;
This paper describes the methodological procedure adopted and first evidences of the phenomenon in Genoa harbour.</description>
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